Nelle tasche degli abitanti del Lazio 300 milioni di euro in meno
Nella notte il Consiglio regionale approva la manovra finanziaria e il bilancio di previsione 2012. Gli abitanti del Lazio dovranno sborsare 300 milioni di euro in aggiunta agli aumenti nazionali. Lotta serrata agli evasori delle imposte regionali e dei ticket sulla sanità
Inside. Drammatica la riduzione dei trasferimenti per il trasporto. Atac si prepara a varare la cassa integrazione per gli impiegati o addirittura i licenziamenti, qualora non venisse garantito il rispetto del piano industriale. La salvezza affidata all'incontro tra il sindaco e la presidente previsto nelle prossime ore
di Fabio Carosi
Bollo auto e moto alle stelle. E poi benzina più cara che nelle altre regioni. Ma anche una stretta sull'evasione fiscale e un controllo serratissimo sui furbetti che eludono il ticket sanitario. Dalla scure dei tagli si salvano i vitalizi per i consiglieri non assessori anche se un articoletto dà loro 30 giorni di tempo dall'entrata in vigore della legge per comunicare chi intende rinunciare al privilegio in pieno stile “kasta che resiste”.
Il Lazio oggi si è svegliato più povero. All'alba infatti, il Consiglio regionale ha approvato la manovra finanziaria della Regione e il bilancio di previsione per il prossimo anno. A farla da padrone sono i tagli pari a 1,4 miliardi di euro che andranno a colpire quasi tutti i settori. A cominciare dal trasporto pubblico locale di Roma che esce dal voto del Consiglio regionale con l'incubo di dover scegliere tra la riduzione del servizio e l'avvio di un piano di cassaintegrazione. È l'Atac la vittima onorevole dei mancati trasferimenti dello Stato che la Regione non è riuscita in alcun modo a compensare.
Poi c'è il capitolo degli aumenti. Il peso di “Renata” sulle tasche dei romani e degli altri abitanti del Lazio, nel 2012 varrà qualcosa come 300 milioni di euro che verranno prelevati dal costo della mobilità: spostarsi in auto costerà più a causa dell'arrivo dell'imposta regionale sui carburanti e per l'aumento del bollo di auto e moto: + 10 per cento, vale a dire proporzionale rispetto ai cavalli fiscali.

Se a questo si aggiunge l'operazione di tagli al trasporto pubblico, la Regione si deve preparare ad un nuovo modello di mobilità che farà sentire gli effetti soprattutto a Roma. A parte le riduzioni dei “chilometri vettura” nei piccoli centri, il peso dei mancati trasferimenti ha già aperto la ridefinizione del piano industriale dell'azienda più grande d'Italia. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, in Atac sarebbero già al lavoro per un “Piano industriale B”, con il quale fronteggiare l'evidente mancanza di fondi che deriverà dai trasferimenti ridotti di oltre 180 milioni di euro. E senza soldi la scure dovrebbe portare prima a una riduzione del servizio e poi ad aprire per il personale impiegatizio la possibilità di ricorrere alla cassa integrazione. L'ipotesi licenziamenti sarebbe nascosta in un fascicolo denominato “Piano industriale C”, quello da varare qualora l'incontro tra il sindaco e la presidente, previsto tra domani e dopo, non dovesse portare ad un incremento soddisfacente del fondo regionale per Roma Capitale.
Lacrime e sangue molto più dei paventati ricorsi alla disdetta dei contratti integrativi, già ipotizzata dall'azienda nel mese di ottobre e che portò alla sollevazione di sindacati e lavoratori. Anche perché l'auspicato allineamento delle ridicole tariffe di Bit e abbonamenti, qualora venisse votato nelle prossime ore dalla Giunta Regionale, non porterebbe benefici prima dell'estate. Cambiare l'intero sistema tariffario, infatti, necessita di una serie di interventi tecnici che impegnano l'azienda di via Prenestina per almeno 4-5 mesi.


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