Muore nel pozzo della B1. Ma è giallo
Lunedì, 23 maggio 2011 - 11:38:00
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Più che un incidente sul lavoro sembra un mistero. È infatti “inspiegabile e poco logico”, si lasciano sfuggire gli inquirenti il motivo per cui il tecnico Bruno Montaldi nella notte tra sabato e domenica abbia deciso di lasciare la sua postazione di lavoro per entrare nel pozzo del cantiere della metro B1 in piazza di Sant'emerenziana.
L'uomo, secondo la ricostruzione della Scientifica, infatti, non avrebbe avuto alcun motivo per abbandonare la postazione di controllo, prendere una scala “alla marinara” e infilarsi un una specie di frigorifero dove sapeva benissimo che la temperatura era di circa un grado centrigrado. E questo in totale solitudine, nella piena consapevolezza del pericolo al quale andava incontro e vestito con una maglietta, i pantaloni di una tuta e un paio di scarpe da ginnastica.
Un gesto inspiegabile, soprattutto perché compiuto non da un operaio magari inconsapevole, ma dal tecnico che governava il processo criogenico, ovvero il consolidamento del terreno mediante congelamento, ottenuto attraverso l'iniezione di azoto liquido.
Per far luce sul giallo, bisognerà attendere comunque l'autopsia che verrà effettuata presumibilmente mercoledì mattina. Intanto la Scientifica ha ricostruito le ultime ore di vita dell'uomo. Come ogni notte alle 23 in punto ha acceso il sistema di congelamento dalla postazione e da allora il sistema non ha dato nessun tipo di allarme, tale da precostituire la necessità di un sopralluogo che, spiegano i tecnici “sarebbe stato comunque necessario affidare ad una squadra esperta, munita di tute speciali e di respiratori”. Perché l'uomo ha deciso di entrare in quel pozzo? Per ora non c'à nessuna risposta plausibile, se non quella di un gesto inconsulto e fuori da ogni ragiovenole logica di sopravvivenza. Così come non c'è risposta al motivo per cui non ha neanche avvisato un operai rumeno al lavoro in un altro box accanto, della sua decisione di scendere sottoterra.
Da questa sera alle 23, come di consueto, l'attività nel cantiere riprenderà regolarmente. I tecnici dell'Ispettorato del lavoro hanno infatti constatato che gli impianti sono perfettamente funzionanti, così come le procedure di sicurezza sono rispondenti alle norme. Nulla osta quindi al proseguimento dei lavori. Resta il mistero.



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