Montino (Pd): "Inaccettabile quello che fa la Polverini per la sanità"
di Tomas Puddu
“Non è possibile prendere decisioni senza confrontarsi con le istituzioni e l'opposizione. Quello che il Presidente di Regione Renata Polverini sta facendo alla Sanità del Lazio è una cosa inaccettabile - attacca Esterino Montino (capogruppo PD) - non può ragionare da sola, deve interpellarci”. A Roma l'opposizione non ci sta a sentirsi estromessa dalle delicate questioni che riguardano il riassestamento della gestione Sanitaria e oggi è scesa in piazza, davanti al ministero dell’Economia. A protestare sono in molti, primi tra tutti gli stessi sindaci che per la prima volta in assoluto, come dichiara Giulia Rodano (Consigliere Regionale dell'Italia dei Valori), dopo un sit-in di protesta contro la chiusura degli ospedali, si sono visti arrivare i carabinieri che li hanno schedati. “Un atteggiamento così ostruzionista non fa bene a nessuno – aggiunge Rodano - soprattutto a chi come noi dell'Italia dei Valori, vuole che dal dialogo nasca una gestione pulita e costruttiva di uno dei servizi più importanti per il territorio come la Sanità”. Monterotondo, Atina, Rocca Priora, Ariccia, Anzio, Palombara Sabina, Subiaco, Zagarolo, Anagni, Ceccano, Pontecorvo, Ceprano, Ferentino, Arpino, Isola Liri, Sezze, Gaeta, Minturno, Bracciano, Acquapendente, Montefiascone, Ronciglione, Magliano Sabino e Amatrice rischiano secondo i provvedimenti della giunta Polverini, ed a parere del Consigliere Regionale del PD Marco Di Stefano, di vedere drasticamente ridimensionate le proprie strutture ospedaliere. “Un taglio che sovraccarica Roma e impoverisce il territorio di Provincia - dichiara Montino – è impensabile che chi abiti ad Acquapendente debba farsi circa 1h e mezza per andare fino alla più vicina struttura adeguatamente attrezzata; non si tiene in considerazione la situazione di disagio in cui si verrebbero a trovare parenti ed amici, coloro che vanno a trovare i pazienti all'ospedale, senza escludere il costo della benzina”.
Da qui la proposta dell'opposizione, che la presidente ha trasformato in una deroga da 15 giorni per affrontare i sindaci, di bloccare ogni iniziativa d'intervento sulla Sanità, al fine di consentire a tutti di sedersi al tavolo del dialogo per un confronto a tutto campo. Con gli amministratori locali, anche i medici dell’Anao che preannunciano lo sciopero. Il fronte del no si allarga.



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