Money tranfer nel mirino, controlli a tappeto all'Esquilino
Riciclaggio di denaro sporco, immigrazione clandestina e lavoro sommerso. Palmo a palmo i finanzieri del comando provinciale e gli agenti della Questura di Roma hanno battuto il centro storico della Capitale, ispezionando in particolare le agenzie “money transfer”. Nove esercizi, tutti gestiti da cinesi, pakistani, filippini e bengalesi, sono stati passati al setaccio all'Esquilino. I primi controlli hanno consentito di individuare unìagenzia abusiva, il cui titolare, di origine bengalese, è stato denunciato all'autorità giudiziaria. All'interno sono stati identificati due extracomunitari che lavoravano completamente in nero, mentre su 34 persone controllate, tre sono risultate non in regola con il permesso di soggiorno.
All'interno di un altro money transfer è stato identificato un cliente cinese, titolare di un'attività di commercio all'ingrosso di biancheria, intento a trasferire in Cina 20mila euro in contanti. In una terza agenzia, alla presenza delle Fiamme Gialle e degli agenti di polizia, sono stati movimentati in poche ore circa 200mila euro. Sul fronte dell'immigrazione clandestina, 57 extracomunitari sono stati fermati nel corso dei controlli e accompagnati all'ufficio immigrazione, che ora sta verificando le loro posizioni. I money transfer, secondo le più recenti indagini predisposte nella Capitale, si confermano uno dei canali più utilizzati per gestire le transazioni collegate a traffici illeciti e per convogliare all'estero i flussi di denaro, spesso provento dell'Industria del falso, del traffico di droga e dell'evasione fiscale.
Le agenzie diventano veri e propri sportelli finanziari che agevolano le rimesse in patria dei migranti extracomunitari. A gennaio oltre 6mila agenti in attività a Roma sono risultati iscritti agli elenchi della Banca d'Italia. Una cifra costantemente in aumento, spiegata con il fatto che si tratta di soggetti potenzialmente in grado di prestare servizi di money transfer. Le somme movimentate attraverso questo canale, dall'Italia verso l'estero, seppure gravate da commissioni più costose di quelle bancarie, sfiorano le centinaia di migliaia di euro al giorno.


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