Metà Italia frana; l'altra metà sott'acqua
di Tomas Puddu
Abruzzo, Marche e Campania solo per citarne alcune (quest’ultima particolarmente a rischio sismico, idrogeologico, vulcanico e costiero) vivono in un costante stato di allerta. Una situazione che necessita un intervento preventivo e alternativo allo stesso tempo. Quello che il “Centro Studi del Primo Consiglio Nazionale dei Geologi” propone è trovare una soluzione che vada oltre il discorso della prevenzione, proponendo una nuova soluzione alle ormai grandi emergenze che l’uomo si trova suo malgrado a rincorrere. Da Pietro de Paola, presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, nasce una proposta: l’idea è quella di assicurare gli edifici di pubblico impiego, palazzi e beni culturali; “un piccolo investimento - spiega il geologo - che permetterebbe a tutti noi di allentare quel cappio attorno al collo che ancora non ci fa respirare dal quel lontano Gennaio 1968 con la disgrazia del terremoto del Belice in Sicilia, Marche-Umbria, Friuli fino al più recente terremoto dell’Abruzzo. Gli esosi investimenti fatti ogni qual volta si è verificato in passato un evento cataclismatico sono un fardello che la popolazione è costretta a sostenere e metabolizzare affinché tutto l’investimento d’emergenza sborsato siano appianati dai ritmi economici del Paese. L’apertura al settore privato e quindi alle assicurazioni potrebbe rappresentare una soluzione”.
Con l’aiuto del CRESME (Centro Ricerche Economiche Sociologiche di Mercato) sono stati stabiliti alcuni dati decisamente allarmanti: nella nostra penisola 24 milioni di persone vivono in spazi a forte rischio sismico (gli edifici sono 6,3 milioni), mentre 6 milioni si trovano in zone a rischio idrogeologico (con altrettanti 6 milioni di edifici). Dal 1944 ad oggi lo Stato ha investito 213 mld di euro per interventi preventivi sul territorio, ma la maggior parte di questi investimenti il più delle volte hanno trascurato scuole ed enti ospedalieri (63000 scuole e 5500 ospedali considerati a forte rischio catastrofe).
Il cattivo uso del suolo l’ha fatto diventare una trappola mortale, così combattere le ecomafie, la filiera dei rifiuti e l’abusivismo (quest’ultimo soprattutto è un fenomeno che al Sud raggiunge picchi altissimi, con la Campania e la Sicilia a guidare questa infamante classifica) sono punti che “ l’Italia deve ostacolare e sensibilizzare” afferma De Paola. “Bisogna trovare una soluzione ai cosiddetti rischi d’interesse – accusa il Presidente dei geologi - se c’è da mettere in sicurezza una galleria o un sottopassaggio, bisogna farlo! Si deve attuare un piano d’emergenza tempestivo e non aspettare ad intervenire causa burocrazia o gerarchie d’interesse. Se non si ragiona così, gestire il territorio diventa un problema”.



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