Maxi sequestro di botti. Denunciati quattro cinesi
Scoperti dalla Guardia di finanza tre depositi di fuochi illegali. Un magazzino con due tonnellate di materiale pirotecnico si trovava al piano terra di un edifico residenziale in zona Prenestina, altri 10 quintali individuati in un altro locale del quartiere. A Ostia oltre un milione di giocattoli e luminarie con marchi della comunità europea contraffatti.
Oltre tre tonnellate di fuochi artificiali e circa un milione e 700mila luminarie e giocattoli sequestrati, quattro persone denunciate. E’ il primo bilancio delle operazioni condotte dai finanzieri del comando provinciale di Roma che nelle ultime settimane hanno intensificato i controlli nel commercio di prodotti di largo consumo durante le festività natalizie.
Le operazioni si sono concentrate soprattutto nella zona Prenestina, dove i militari del nucleo di Polizia tributaria di Roma sono riusciti ad individuare un magazzino al piano terra di un edificio residenziale, che era stato adibito a deposito di materiale pirotecnico, con evidente rischio per tutte le famiglie che risiedono nella palazzina. Oltre due tonnellate di “fontane”, “candele”, “raudi” e “bengala” di fabbricazione cinese erano conservate in totale violazione delle norme di legge sulla sicurezza. L’intero materiale è stato sequestrato nel corso del blitz delle Fiamme gialle, insieme al magazzino dell’edificio.
Ancora in zona Prenestina i finanzieri della compagnia di Velletri hanno individuato un secondo deposito di materiale all’interno di due magazzini gestiti da cittadini cinesi. Dieci quintali di botti fabbricati in Cina e importati in Italia come fuochi di libera vendita ma contenenti in realtà un elevato quantitativo di polvere pirica sono stati sequestrati, per i due cinesi invece è scattata una denuncia alla procura di Roma.
A Ostia invece i baschi verdi hanno scoperto altri due locali, gestiti ancora una volta da due cinesi, in cui erano stati stipati un milione e 700mila articoli, tra giocattoli per bambini e luminarie di Natale privi del marchio CE o con un’indicazione palesemente contraffatta.


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