Macro, con un "battito d'ali" apre il nuovo museo
Un record il nuovo Macro di Odile Decq l'ha già conquistato: avere in mostra la più grande falena del mondo, un esemplare impressionante di oltre venticinque centimetri arrivata dal Sud delle Filippine. A spartirsi la scena, altri duecento farfalle, dove spicca anche la cosiddetta Cobra, splendida e immobile, perchá per volare aspetta il buio. È con il battito d'ali di cinquanta specie di farfalle che infatti si apre il Macro, grazie all'opera "Are you really sure that a floor can't also be a ceiling?", ribattezzata ormai la Casa delle Farfalle del duo olandese Bik Van der Pol vincitore dell'Enel Contemporanea Award 2010, non altro che una teca di vetro ispirata nelle fattezze alla Farnsworth House di Mies Van der Rohe, al cui interno vivono, nascono crescono e si trasformano centinaia di farfalle, tra piante tropicali selezionate dagli artisti in un habitat il cui microclima ad alto tasso d'umidità è studiato per i piccoli animali, sotto la supervisione di due entomologi. Un progetto che fa leva sul simbolo della farfalle per educare al rispetto dell'ambiente. E l'idea di aprire la nuova ala disegnata da Odile Decq con un battito d'ali piace molto all'emozionato direttore Luca Massimo Barbero.
In questo gioco metafisico di casa nella casa, non altro che la Sala Enel da 1200 metri quadrati col soffitto alto fino a undici metri, la Casa della Farfalla è il colpo di teatro incastonato nel gioiello di design hi-tech di Odile Decq. Si entra attraverso il giardino zen, e il foyer è un trionfo di pareti nere come la pece dove pulsa il geode rosso lacca dell'Auditorium, mentre un movimento fluido di passerelle sospese a diverse altezze offrono prospettive sempre dinamiche degli spazi. Fino alla terrazza-piazza dominata dalle trasparenze del vetro, dove ancora si aspetta di vedere la fontana in azione. "Rosso e nero, due colori che giocano straordinariamente con la luce di Roma", dice Barbero. "E' un giorno di emozione - dichiara il direttore - quando Alemanno mi chiese: vuole fare di questo museo, io risposi: aprirlo alla città, e oggi coroniamo questo sogno".
"Tutte le scadenza annunciate, da maggio a dicembre, sono state puntualmente rispettate - aggiunge il sovrintendente comunale Umberto Broccoli - e questo lo si deve all'integrazione dei dipartimenti di Roma capitale". Conclude Gianluca Comin, responsabile delle relazioni esterne di Enel Contemporanea: "Il Macro è frutto di alchimie che funzionano, di istituzioni illuminate, di una location straordinaria, e di un progetto artistico di indubbio valore. L'opera di Bik Van der Pol sarà visitabile fino al 16 gennaio a ingresso libero. Poi la faremo viaggiare, cominciando dalla Spagna, tra il Museo Thyssen a Madrid e il Museo d'arte contemporane di Barcellona. L'idea ß di gemellare con questo progetto il Macro con illustri musei. E ci saremo nei prossimi anni al fianco del Macro come partner". In sala presenti oggi il presidente della Fondazione Maxxi Pio Baldi, con la direttrice della sezione Architettura Margherita Guccione, e Francesco Bonami.
![]() Il nuovo museo Macro |



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