Luxuria: “Torno drag queen ma solo per una notte”
Da drag queen a romanziere e ritorno, per una sera. Lo annuncia ad Affaritaliani.it Vladi Luxuria, la drag queen più famosa d’Italia prima, protagonista e organizzatrice per anni delle folli notte romane della Muccassassina, direttrice artistica del Gay Pride mondiale nella Capitale nell’anno del Giubileo, attrice, da sempre in prima fila per le battaglie contro l’omofobia, poi prima transgender ad arrivare nel parlamento di uno Stato europeo. “Per una sera, il 20 maggio a Roma, tornerò ad esibirmi come drag queen e mi travestirò da tedesca anni 30, una sorta di naziburlesque”.
Ecco l’intervista che Vladimir Luxuria, all’anagrafe Wladimiro Guadagno, 45 anni, di Foggia, laurea in lettere e filosofia, in occasione della presentazione del suo primo romanzo, Eldorado, (Bompiani, Collana Narratori Italiani, pagine 320, euro 18) ha rilasciato ad Affaritaliani.it in occasione della presentazione del romanzo al Salone del libro di Torino.
Nel suo romanzo lei fa un viaggio nella memoria dell’Olocausto degli omosessuali, con il protagonista Raffaele, un anziano gay di Foggia trapiantato a Milano, che va ad Auschwitz per vedere dove fu ucciso dai nazisti una delle sue due “sorelle”, così lei ha chiamato Karl e Franz, che con lui si esibivano nel 1933 in un locale gay a Berlino. Poi in un’altra pagina racconta la morte atroce dell’altra sorella, in un ospedale dove i nazisti volevano curare l’omosessualità?. Come sono nate queste pagine del romanzo?
“Fui invitata anni fa dalla Provincia di Roma a parlare dei deportati omosessuali in occasione del giorno della Memoria. Facendo delle ricerche ho scoperto che nella Berlino degli anni 30 esisteva un locale gay, che ho chiamato Eldorado nel mio romanzo, molto simile a alla Muccassassina, gay dove si facevano spettacoli en trasvestì frequentato da gente famosa Marlene Dietrich. Nella primavera del 1933 il locale fu chiuso dai nazisti e molti dei frequentatori furono mandati nei campi di concentramento. Così fu per Karl e Franz mentre Renato fu rimandato in Italia”.
Lei è stata la prima transgender ad arrivare in Parlamento ed ha sdoganato la questione gay in questo Paese. Forse che l’Italia si avvia ad essere un paese non più così profondamente omofobo come racconta la storia di Raffaele?
“Io credo che la gente sia meno omofoba della classe politica dirigente. La maggioranza degli italiani non vede le unioni civili come una catastrofe ma come un segno di grande civiltà. Molti politici invece o ci odiano oppure non sono tanto coraggiosi da difendere la laicità dello Stato”.
Da drag queen a romanziere, quali sono i suoi progetti futuri di vita?
“Se questo romanzo va bene ne vorrei scrivere un altro. Ho davvero scoperto il piacere della scrittura. Molte delle battute che sono avvenute nei camerini dell’Eldorado sono quelle della Muccasssassina”.
Tornerebbe a fare la drag queen?
“Tesoro mio, ormai i miei vestiti saranno finiti nella naftalina però nella festa che sarà fatta il 20 maggio a Roma al Qube per la Muccassassina per la presentazione del mio romanzo, mi travestirò da tedesca anni 30, una specie di naziburlesque”.
di Raffaele Gambari



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