Lungotevere arriva il filobus dei sogni
di Fabio Carosi 
Il sogno è lungo circa 16 chilometri, tra andata e ritorno, e si snoda nel silenzio degli elettroni da piazzale Ostiense a piazzale Flaminio, attraversando i lungotevere. Una fermata ogni 500 metri circa; una linea di alimentazione solo in prossimità dei capolinea e il resto del percorso grazie ai supercapacitori, la tecnologia che permette di recuperare l’energia cinetica delle frenata e trasformarla in energia elettrica subito disponibile. È il sogno di Roma, trasformare i lungotevere da mini autostrade urbane in corsie di trasporto. Come e meglio di un metrò. Affaritaliani.it ha potuto visionare da vicino il progetto presentato sommariamente a settembre dello scorso anno all’interno del Piano Strategico per la Mobilità, denominato Passeggiata Tiberina e che diventerà parte integrante del dossier che la città dovrà presentare nel 2012 al Cio per trasformare l’indicazione in candidatura Olimpica.
Quella che poteva essere una linea di indirizzo, presto potrò trasformarsi in realtà. Altre città italiane, infatti, hanno bandito la gara per realizzare una rete filoviaria. È il caso di Verona che, proprio la scorsa settimana, ha pubblicato il capitolato per realizzare 23 chilometri di filobus ad altissima tecnologia e quindi con guida magnetica e supercapacitori.
E Roma? Con la metro C che assorbe ogni capacità di investimento, i tecnici del VII Dipartimento e quelli dell’Agenzia per la Mobilità per ora si limitano a modellare il progetto in attesa che si apra un varco nella carenza ormai cronica di fondi. Ecco allora il progetto sul quale più volte il sindaco Giovanni Alemanno ha invitato l’assessore ai Trasporti, Marchi ha cercare una soluzione operativa.
Scontata la tecnologia, il tracciato è semplicissimo. Da piazzale Ostiense sino al Flaminio, transitando per i lungotevere. Ovviamente senza nessuna linea elettrica di alimentazione e con il chiaro intento di offrire un’alternativa al trasporto automobilistico così efficace, da costringere le auto a stare alla larga. Prima una corsia protetta, poi una vera pedonalizzazione con l’estensione della zona a traffico limitato e dei varchi elettronici da ponte Garibaldi sin oltre ponte Cavour. Il tracciato, oltre a funzionare come stampella olimpica alla Metro C in ritardo sui lavori, si profila come quello di un metrò leggero con grande capacità di interscambio con la linea B del metrò a piazzale Ostiense, con la Linea A in prossimità di piazzale Flaminio e nei due capolinea nord e sud che sono veri nodi di scambio dotati di parcheggi.
Costi? Verona ha previsto per i 23 chilometri 140 mezzi; a Roma ne basterebbero la metà con un impegno di 5 milioni di euro a chilometro, comprese tutte le opere per posare la guida magnetica. Un lavoro che potrebbe essere pronto in 2 anni e dare respiro al traffico di Roma.



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