Luigi Frati ad Affaritaliani.it: "Roma Capitale? Un volano per lo sviluppo tecnologico”
di Raffaele Gambari 
Senese, 67 anni, della contrada della Selva, battezzato nel battistero del duomo, il padre che ha lavorato in miniera nel Grossetano; mediano-mezzala nel Cesena, dove si diplomò nel liceo–ginnasio Monti, dal 1961 a Roma per laurearsi nella facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, specializzazioni e docenze in giro per l’Italia e l’estero, con tappa negli Usa e un laboratorio con il Nobel Stanley Cohen, anni di ricerca anche con un altro Nobel, Rita Levi Montalcini, Luigi Frati dal 2008 è il rettore dell’Università La Sapienza, dopo esserne stato prorettore vicario e per 18 anni preside della Facoltà di medicina e chirurgia. Un passato da sindacalista e da “aclista”, prima di arrivare alla Sapienza ha insegnato all’Università di Perugia. La Sapienza ha oltre settecento anni di storia, è il primo ateneo della capitale. E’ il più grande d’Europa, con 23 facoltà, che in fase di riorganizzazione scenderanno alla metà così come è successo per i Dipartimenti. Dal suo studio nel rettorato che si affaccia sulla città universitaria, un gioiello di architettura razionalista, Frati, patologo clinico, racconta ad Affaritalini.it come sta cambiando l’ateneo, la realà culturale più importante di Roma, con circa 140mila studenti, 1274 professori ordinari, 1194 docenti associati, 1858 ricercatori, un personale tecnico e amministrativo composto da 4455 dipendenti, un patrimonio di musei, biblioteche e laboratori.
Rettore, come e’ cambiata la Sapienza sotto il suo mandato e cosa può
essere il suo ruolo nel futuro della Roma che verrà?
“C’è stata una riorganizzazione basata sulla ricerca e dall’altra sull’efficienza didattica avendo come referenti, la società civile, che chiede all’universita’ di essere motore dell’innovazione e dello sviluppo e dall’altro gli studenti, che chiedono una didattica qualificata e finalizzata al mondo del lavoro. Questi due semplici parametri sono le linee generali di una riorganizzazione che ha comportato il decentramento delle funzioni progettuali dei dipartimenti, diminuiti per altro del 40 per cento e ridisegnati come aggregazioni di ricerca. Le facoltà anch’esse sono state riordinate ed hanno la funzione sostanzialmente di valutatrici dell’efficienza dei dipartimenti da esse coordinati’’.
Che cosa puo’ fare La Sapienza per accompagnare lo sviluppo di Roma?
“Il sindaco Gianni Alemanno e il vicesindaco Mauro Cutrufo per il progetto di Roma Capitale hanno voluto come valutatore esterno il rettore di questa università e il riordino portato alla Sapienza per ridefinire i ruoli della Regione e delle Province e particolarmente per il Comune che acquisisce nuove funzioni. In sostanza penso che la Regione deve rafforzare le proprie competenze di programmazione generale e di valutazione delegando o lasciando ad altri, Province e area metropolitana di Roma, la gestione e la programmazione’’.
Come è Roma e dove sta andando?
“Penso che questa città con i poteri di Roma Capitale sarà più ordinata e vivibile. Penso che rafforzerà la sua posizione come centro di attrazione turistica e culturale mondiale diversificandola intelligentemente anche sul territorio. E’ quello che sta facendo il vicesindaco Cutrufo con il poli turistici che valorizzeranno le province con i loro beni artistici e culturali, come le abbazie che furono e sono importanti centri culturali. Roma Capitale sarà inoltre un motore tecnologico: stiamo realizzando o abbiamo in cantiere nell’area dello Sdo, il Sistema direzionale orientale nei quartieri Pietralata e Tiburtino, importanti opere come la tecnocity universitaria e della ricerca, sull’esempio dei campus internazionali, tre-quattro settori di biotecnologie, nanotecnologie ed altri, però con residenze per studenti e ricercatori. Abbiamo in cantiere sinergie con altri enti, come l’Istat e l’Istituto nazionale dei trapianti. Il Comune di Roma ha finalmente sgomberato i terreni e già sono stati fatti gli espropri’’.
Nel Qs world university ranking 2010, una classifica mondiale delle università del vecchio e del nuovo continente, pubblicata pochi giorni fa da un’agenzia britannica, La Sapienza si piazza al centonovantesimo posto, recuperando 15 posizioni rispetto allo scorso anno, la prima in Italia. Che ne pensa?
“Il risultato è il frutto dell’impegno profuso nei miei primi due anni di rettorato, durante i quali ho puntato sulla meritocrazia. Ma questo ranking, che come altre classifiche che vengono stilate in Italia, non tiene conto del settore giuridico ed umanistico, dove siamo tra i primi cinque atenei al mondo, come ad esempio nell’archeologia e nella filologia romanza. Poi nella classifica di un’agenzia del Parlamento Europeo tra i 350 ricercatori under 35 d’Europa i migliori sono quelli della Sapienza. Allora il ministero premi le università giudicate positive a livello internazionale e il ministro Gelmini segua i criteri internazionali di merito e abbandoni
quelli utilizzati finora in Italia’’.



Commenti
Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.


















