La giornata della lentezza? A Roma si festeggia con calma, tra qualche mese
di Fabio Carosi 
Perché festeggiare la lentezza? Di solito si ricordano gli eventi, le ricorrenze. A Roma la lentezza è uno stato d'animo, un modus vivendi e allora non merita più di tanto di essere rievocata. Sarebbe come autoaccusarsi di essere lenti. La differenza tra Roma e le altre città con vocazione europea o internazionale è che le altre città sono rock, Roma è Roma.
Così il 28 febbraio passerà in sordina alla faccia della slow life che, all'ombra del Cupolone, è stata inventata ma non codificata. Politica comunale e nazionale, sono da sempre il centro della lentezza, tant'è che neanche si sono accorti dell'evento. Lo faranno con calma tra qualche mese. Chi cercherà di attirare l'attenzione sulla velocità della vita sono sparuti intellettuali che organizzeranno una serie di eventi. Eccoli: Alla Linografic di Testaccio alle 19 si leggerà (con calma) La Scoperta della Lentezza di Sten Nadolny con echi di contrabbasso a cura di Enzo Pietropaoli. Aperitivo Mozartiano è invece il titolo dell'appuntamento al Caffé Freud nel quale la scrittrice Rita Charbonnier leggerà brani de La sorella di Mozart. Appuntamento alle 19,45. L'attice Irene Grazioli aderisce via wen leggendo per Vivere con Lentezza e regalando a tutti i suoi sostenitori l'audio di Caro San Cristoforo di Alexander Langer, da Il Viaggiatore Leggero, Sellerio Editore. L'audio su www.viveereconlentezza.it. Chiude la giornata romana Observo onlus organizza, presso la scuola elementare di via Pirgotele, nel tredicesimo Municipio di Roma, un evento che nelle intenzioni dei promotori costituisce un momento di riflessione su diversi aspetti del nostro vivere quotidiano alle prese con tanti problemi e affanni che, ad un sereno bilancio quotidiano, forse ci appariranno meno gravosi. Sono previsti due momenti: il primo con i bambini che al mattino, nell'intervallo delle lezioni, faranno una merenda con pane condito con olio e sale, preparato da loro stessi nel giardino della scuola. Il secondo momento di riflessione, nel pomeriggio, vedrà riuniti, nella sala biblioteca della stessa scuola i genitori e i nonni.
Vivere col freno a mano rimarrà patrimonio di pochi, anche perché tutti gli altri romani già lo fanno. È uno stile antropologico, mutuato dai tempi millenari della Chiesa cattolica che, padrona di Roma per duemila anni, ha sempre imposto i suoi tempi. Tant'è che in città gli appuntamenti si danno “circa alle ore...” e non “alle... in punto” come nel resto del globo.
Persino i bus romani con i loro 12 chilometri di velocità media sono i più lenti d'Italia. Qui anche i cantieri vanno avanti adagio. La metro C sbatte ogni giorno su qualche reperto, il corridoio della mobilità del Laurentino (che significa garanzie di velocità negli spostamenti e di stress) vede impegnati due operai al giorno e i romani anche quando devono pagare sono lenti. Due esempi per tutti. La Casa Comunale, quella dove si ritirano le multe e le cartelle esattoriali emesse dal Comune ha una sub cassa dove si paga un ticket per avere diritto a mettersi in fila per pagare alla cassa principale i debiti col Campidoglio. Se poi ci si sposta da Equitalia, la situazione peggiora e sfiora la vergogna: la fila per pagare è tale che bisogna sacrificare una giornata di lavoro e armarsi di buona pazienza. Tralasciamo la Asl dove la lentezza è nella natura per concentrarci sulla pausa pranzo: nelle città internazionali si mangia a tempo di record, i romani siedono a tavola alle 13,45 e si alzano alle 15. Ovvio che si tratta di pranzi di lavoro che riempiono ogni giorno i ristoranti. E che parliamo di vip, imprenditori e politici. E gli impiegati? Appena entrano in ufficio aprono il giornale.
A Roma è lento pure il calcio. Nel resto del mondo acquisti e vendite delle società avvengono a tempo di record, a Roma il collocamento della società dei Sensi è una novela che va avanti da mesi. D'altronde c'è di mezzo anche il Comune che non brilla per velocità: il sindaco Alemanno si è accorto che l'Atac non funzionava più quando i giornali hanno paventato l'ipotesi di portare i libri in Tribunale e dopo diversi mesi di articoli. Pure le Olimpiadi del 2020 vanno a rilento: dopo otto mesi dalla candidatura la città non ha ancora le idee chiare su chi dovrà guidare l'avventura. Ogni giorno una defezione e un nome nuovo: l'ultimo candidato è Luca Cordero di Montezemolo dal quale si aspetta una risposta entro le prossime 24 ore. Persino nel rimpasto il sindaco si è dimostrato contrario allo stress. Lo ha annunciato a maggio del 2009 e lo ha realizzato a gennaio del 2010. Un record di velocità.
Che sia una città messicana? Di certo no, si lavora e tanto ma non è il ritmo che fa l'efficienza. Lo stress se c'è è sociale. Quelli che si accumula al mattino in auto e alla sera in auto. Tutti in fila con molta, molta calma. D'altronde non ci si può aspettare la velocità in una città dove i centralini rispondono con il classico: “Dicaaaaaa”.



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