Lega: "Roma, ladrona e pure bugiarda". Per il feralismo fiscale capitolino saltati tutti gli iter

Secondo la legge sul federalismo fiscale ogni decreto deve passare in Conferenza Unificata prima di approdare alla commissione bicamerale: iter che, accusa Paolo Franco, vicepresidente della commissione in forze alla Lega Nord, non è stato rispettato. Per questo il senatore che aveva proposto di dichiarare "irricevibile" la legge

Giovedì, 22 dicembre 2011 - 14:30:05

 

"Come volevasi dimostrare. Roma ladrona, rappresentata in questo caso dal sodalizio Fini-Schifani, si arrampica sugli specchi per giustificare la corsia preferenziale che la capitale di questo Stato sconquassato ed arrogante pretende esista solo per se stessa”, a parlare, o meglio, a inveire contro la Capitale, è Paolo Franco, vicepresidente della Commissione bicamerale per il federalismo fiscale in forze alla Lega Nord.

La Lega – continua Franco - aveva contestato il percorso di assegnazione alla Commissione bicamerale per il federalismo fiscale del decreto su Roma in quanto il Governo non aveva trasmesso il medesimo nei tempi e nei modi previsti dalla legge. Per farla breve, il decreto è pervenuto senza il parere delle Autonomie, come non era mai successo per i precedenti otto decreti sul federalismo fiscale".

finischifani

Tre settimane fa infatti, si era riunito l’ufficio di presidenza della bicamerale guidata da Enrico La Loggia che avrebbe dovuto decidere i nomi dei relatori del decreto sul Roma Capitale, inviato dal Governo alla Commissione per il parere prescritto dalla legge sul federalismo fiscale. Ma la Lega ha immediatamente alzato le barricate sull’iter parlamentare, che rendeva di fatto “irricevibile” il testo, dal momento che la legge sul federalismo fiscale, la 42 del 2007, prevede che ogni decreto passi prima dalla Conferenza Unificata e poi arrivi alla commissione bicamerale. Mentre il Governo ha trasmesso direttamente il testo a quest’ultima.

Perciò il presidente della Commissione Enrico La Loggia ha deciso di scrivere ai presidenti dei due rami del Parlamento, Gianfranco Fini e Renato Schifani, per una verifica e valutazione dell’iter.

A quel punto, sottolinea Franco, “L'affermazione conclusiva dei due Presidenti è stata: 'l'assegnazione dello schema di decreto su Roma capitale è avvenuta dunque nel pieno rispetto dei principi regolamentari e delle relative prassi applicative', ossia una classica bugia romana perché 'dimentica' di dire che non ha rispettato la legge delega. Roma ladrona e bugiarda". 

"La lettera a firma congiunta dei Presidenti di Camera e Senato - rileva il senatore della Lega - rappresenta un vero e proprio abuso ed esproprio delle potestà della Commissione bicamerale che rappresenta il Parlamento. E peggio ancora la lettera certifica quanto poco importi delle Autonomie ai rappresentanti del centralismo romano che siedono sui più alti scranni del Parlamento ".

 



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