Innovazione, privatizzazioni e riforma fiscale: le ricette anticrisi di Regina
Bando alle "piccole misure sporadiche": per contrastare efficacemente la crisi Aurelio Regina propone riforme choc. E con Confindustria rilancia "privatizzazioni e dismissioni del patrimonio pubblico non utilizzato"
Le difficoltà da parte degli enti locali nell’onorare i pagamenti alle imprese emersa ieri nel corso dell'assemblea dell'Ance "è un tema che ci preoccupa". Così, il presidente di Unindustria, Aurelio Regina. Ma i mancati pagamenti non sono il solo fattore di turbamento per Regina, che sottolinea come la "riduzione della spesa pubblica, a causa dei tagli della manovra agli enti locali, impatterà sulle committenze e quindi sull'economia del territorio che già soffre di una storica carenza infrastrutturale".
Per questo il presidente di Unindustria intravede "un 2012 preoccupante. I dati dell'ultima semestrale non sono incoraggianti, anche se arrivano segnali positivi dall'export".
Ciononostante prosegue il progetto portato avanti dall’unione degli industriali della provincia, per l’istallazione della banda larga su tutto il territorio cittadino, ed "entro l'anno 300mila utenti saranno raggiunti". Finora infatti "abbiamo completato 4 quartieri e stiamo lavorando su altri 4". E questo nonostante la crisi stia rallentando i lavori, "visto che si tratta di un programma realizzato interamente con fondi privati". Lo scopo della banda larga lo illustra lo stesso Regina: "semplificare la vita di cittadini e imprese”.
A chi gli chiede le ricette per la crisi, Regina spiega di condividere “pienamente la linea di Confindustria", illustrata al Governo nei giorni scorsi da Emma Marcegaglia, che prevede che si razionalizzi la spesa pubblica anche attraverso un piano di dismissione del patrimonio pubblico non utilizzato e di privatizzazioni.
Per questo Regina chiede che si dismettano gli immobili non funzionali agli enti locali “e su questo è in corso una ricognizione per valutare cosa è possibile cedere in fretta". Sulle privatizzazioni delle aziende pubbliche, vanno tenuti in conto anche i risultati del Referendum sulla privatizzazione del servizio idrico, i quali "impongono una riflessione" al fine di valutare come sia possibile "introdurre capitale privato in queste aziende per “efficentarne” il funzionamento e favorire l'erogazione di servizi di qualità". In ogni caso per il presidente di Unindustria “Serve un fronte comune per affrontare queste questioni", e per uscire dalla crisi non occorrono “piccole misure sporadiche, bensì riforme choc” tra cui una “riforma fiscale che faccia passare il peso delle tasse dalle persone alle cose, un piano infrastrutturale da poter realizzare in project financing, una riforma previdenziale".


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