Latina/ Scambisti gay e lesbiche in lutto: spiaggia nudista divorata dal mare
di Fabio Carosi
Addio all’ultima spiaggia naturista. Il mare se l’è divorata in un inverno. Teatro di esibizioni, scambio di coppie e punto di ritrovo di gay e lesbiche del centro Italia, il fazzoletto di sabbia ai confini meridionali della provincia di Latina, la striscia che unisce il promontorio di Gaeta con la zona degli alberghi stellari, è ridotta ai minimi termini. “Trecento gradini”, “ultima spiaggia” e “Scissure”, questi i nomi degli accessi privati al mare dall’alto della via Flacca e che per l’universo di chi vive il sesso con leggerezza e sregolatezza, rappresentano una leggenda paragonabile solo alla francese Cape D’Adge. Scale ripide, chioschetti simil-Carabi, molti lettini e una spiaggia che prima era invidiata. Roccia alle spalle, sole pieno per tutto il giorno e una serie di scogli che decine di aree invisibili che potrebbero raccontare la storia del naturismo.
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Narra uno dei frequentatori storici, un professionista del nord Italia che non ha mai mancato l’appuntamento con l’inizio della stagione: “Quest’anno è un disastro, non c’è rimasto un centimetro di spiaggia – dice mentre si appresta a camminare lungo il tratto di mare (prima c’era la spiaggia) che va dall’Ultima Spiaggia a Le Scissure – negli ani scorsi era tutta un’altra cosa. Già a fine aprile si veniva qui, persino nei giorni feriali, e si poteva attendere di essere chiamati da una coppia. Ora invece non c’è più un anfratto disponibile tra gli scogli. E la zona era già in decadenza per colpa dei casertani che hanno cominciato a venire qui da quando il litorale Domizio è diventato una fogna. Persone senza stile, dei veri ignoranti, sia gay che guardoni, che fanno dell’esibizionismo invece che una forma di eros, quasi un meccanismo. Camminavano avanti e indietro tutto il giorno, proponendosi ad ogni coppia”.
Poi l’inverno e le mareggiate hanno fatto il resto. Ora a camminare tra gli scogli in cerca di un istante di sesso sono rimasti solo gli aficionados della zona. Uno spettacolo abbastanza triste dove persino uno che si narra faccia l’agricoltore dopo una giornata di ricerca ripiega su gay datati in attesa di un amore che non c’è. Non solo non c’è più la spiaggia ma neanche l’eros.



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