Latina e Frosinone in guerra contro la Polverini e il centralismo romano. Una bomba ad orologeria per il Pdl

I presidenti delle Province di Latina e Frosinone uniti contro il centralismo della Regione Lazio e il decisionismo della presidente Renata Polverini. “Ecco le prove che documenti, incartamenti e richieste sono stati sistematicamente inevase”. Lo scontro si apre alla vigilia degli Stati Generali del Turismo ospitati in una scuola del capoluogo pontino. Cusani durissimo: “Voglio sapere quanto hanno speso per riempire tutto di manifesti.
Iannarilli (Upi) aggiunge: “Noi di Frosinone non parteciperemo. Siamo in disaccordo con i meccanismi che tendono a relegare sempre di più i territori del Lazio a una funzione solo subalterna”. Intanto il Pdl perde pezzi: in due passano all'Udc. E c'è chi fa i conti dei contributi della campagna elettorale

Giovedì, 19 gennaio 2012 - 16:52:00


di Laura Pesino

LATINA - “Non è una conferenza stampa contro nessuno”, dice il presidente della Provincia di Latina Armando Cusani. Eppure, le armi in campo per dare battaglia al governo regionale del Lazio ci sono tutte. Sono incartamenti e documenti che raccolgono la fitta corrispondenza di Latina verso Roma, decine di richieste, proposte, segnalazioni. Tutte sistematicamente inevase, in virtù di un centralismo decisionale inaugurato dalla Polverini che comincia a stare stretto alle province del Lazio.

Curioso che la levata di scudi arrivi proprio da Latina, la provincia amica, targata Pdl. Quella che più delle altre ha contribuito a consegnare a Renata Polverini le chiavi della Regione. Ma alla protesta si associa ora anche l'Upi Lazio, per voce di un altro presidente “amico”, Antonello Iannarilli, della Provincia di Frosinone.

cusani


La prima fase dello scontro, tutto interno al Pdl, si consuma sul terreno del turismo, in un giorno e un luogo scelti non a caso: alla vigilia degli Stati Generali su turismo organizzati dalla Regione e dall'assessorato competente proprio a Latina, nella sede dell'istituto agrario San Benedetto, fiore all'occhiello delle scuole pontine. Proprio da qui, in mezzo a decine di manifesti che pubblicizzano l'evento regionale e che campeggiano su tutto l'istituto, Cusani ha voluto far partire il primo attacco: “Non siamo stati invitati a intervenire, ma solo a partecipare come ospiti – esordisce – è' una scelta precisa di chi ha organizzato il convegno. Noi però abbiamo messo a disposizione della Regione questa scuola, sulla quale solo la Provincia sta investendo tanto. Non so se si sarebbe mai verificato il contrario. Ci hanno impedito di intervenire perché non vogliono ascoltare”. Ma tant'è. In sala, schierati sul palco, ci sono tutti gli assessori di una giunta Pdl che non solo ha sostenuto l'elezione del presidente Polverini ma ne ha anche finanziato, senza battere ciglio, la campagna elettorale: “Ognuno di noi – precisa Cusani – partecipando ad una cena elettorale e tassandosi di 2mila euro”. Dunque, che non ricada su Latina il sospetto di “fare opposizione”. Le accuse colpiscono dritte anche un altro bersaglio: l'assessore al turismo Stefano Zappalà, non solo collega di partito ma anche espressione del territorio pontino. “Agli Stati generali del turismo – dice Cusani – dovevamo esserci, per dire delle cose anche scomode, ma che la Regione doveva ascoltare”.

Il turismo in una provincia come quella pontina, dalla costa alle isole di Ponza e Ventotene fino ai parchi e alle aree collinari, pesa per 1 miliardo di euro sul Pil del territorio. Conta 18.260 lavoratori fissi e a tempo indeterminato, cui si aggiungono oltre 24mila stagionali. E vanta 21 milioni di visitatori ogni anno, distribuiti nelle strutture alberghiere, in b&b, agriturismi, case vacanza e campeggi. “A questi 21 milioni – dice ancora Cusani – dovremmo offrire una provincia accogliente. E noi abbiamo bene in mente il turismo che vogliamo e quali strumenti occorre mettere in campo”.

Il lungo elenco dei fallimenti della politica regionale lo snocciola il presidente. Si parte dalle Apt, le aziende di promozione turistica, cancellate dalla legge regionale dopo 76 anni di storia. “Erano le cellule amministrative più vicine ai bisogni del territorio – spiega – ma sono state sostituite dall'Agenzia regionale per il turismo, che ha sede a Roma”. Una struttura unica e centralizzata che impiega 90 persone più un numero imprecisato di altri consulenti esterni, per svolgere funzioni più o meno analoghe. “Non ci venissero a dire che questo è risparmio – accusa Cusani – E' invece la classica operazione della politica che mette in campo un altro carrozzone per gestire le risorse da Roma, proprio in un momento in cui la finanziaria del governo imponeva ai governi locali di non creare altri enti di secondo grado”.

Risorse regionali arrivate alla provincia pontina nel comparto del turismo. Le uniche sono quelle legate alla legge sulla valorizzazione dei comuni del litorale. In totale 48 milioni disponibili, di cui 23 assegnati. Ma solo sulla carta. “Non si è visto il becco di un euro – continua il presidente – E la situazione sta esponendo i comuni che avevano già avviato i progetti a notevoli danni erariali”. Lo stanziamento regionale sul turismo ammonta complessivamente solo allo 0,12% delle entrate, che equivale a 21 milioni di euro su 18 miliardi. Di questi sono impegnati solo 6, con finanziamenti a pioggia che vanno a finire nelle feste di paese.

Erosione. Nel piano 2010-2011 la Regione aveva stanziato 10 milioni di euro, ma delle risorse, sul territorio pontino, non si è più saputo nulla. Stesso discorso per i 18 milioni stanziati per fare fronte ai dissesti idrogeologici, con particolare riferimento a Ponza e Ventotene.

Porto di Rio Martino. Anche qui, nonostante la Regione si sia appropriata dei meriti della realizzazione del porto canale di Latina, gli unici cantieri sono stati aperti con i 2 milioni di euro messi a disposizione dalla Provincia. La Regione coprirà invece una piccola parte del secondo stralcio dei lavori: appena 711mila euro a fronte dei 7 milioni complessivi.

antonello iannarilli 03 1



Alta formazione per il turismo. La Regione dirotta quasi 7 milioni di euro a un istituto di Ostia. Latina decide quindi di fare da sola e istituisce il “Patto territoriale sul turismo”, un insieme di progetti arrivati dai comuni del territorio finanziati interamente con capitali privati. Alla Regione si chiedono non soldi ma solo autorizzazioni. “Eppure – aggiunge Cusani – anche questo progetto è guardato dalla Regione con una certa sufficienza”.

La politica regionale sul turismo approda poi agli Stati generali del 20 gennaio. Organizzati a Latina senza l'intervento del presidente della Provincia e con l'assenza annunciata del presidente di Frosinone Antonello Iannarilli a nome dell'Upi Lazio. “Ritengo, oltre che inopportuno poco funzionale – spiega Iannarilli – che i presidenti delle Province del Lazio vengano semplicemente invitati ai tavoli di discussione su questioni strategiche che riguardano il territorio, anziché essere coinvolti come profondi conoscitori delle esigenze e delle istanze dei territori. Per questo ho voluto sottolineare la mia vicinanza al presidente di Latina, Cusani, che ritengo abbia giustamente manifestato il suo disappunto per non essere stato coinvolto a dovere nell'iniziativa. Neanche noi di Frosinone parteciperemo. Siamo in disaccordo con i meccanismi che tendono a relegare sempre di più i territori del Lazio a una funzione sono subalterna o di rappresentanza, mentre proprio questi territori hanno, oggi più che mai, necessità di avere una voce chiara e consapevole per rendere più calzanti alle reali esigenze le decisioni che incidono sul loro stesso futuro”.

L'ultima parola è ancora di Cusani: “Per questo convegno sul turismo la Regione si è occupata solo delle decine di manifesti affissi in questa scuola. Poi vedrò di capire quanto hanno speso, perché in un periodo di vacche magre avrebbero fatto più bella figura a non fare cartelloni e a dare soldi all'istituto scolastico che li ospita”.

Intanto, sul pianto strettamente politico, il Pdl comincia a scricchiolare anche a Latina. Il consigliere provinciale Enrico Della Pietà e il vicepresidente dell'Ater Enrico De Persis, fresco di nomina, ufficializzano il loro passaggio nelle file dell'Udc.



0 mi piace, 0 non mi piace
Fai di Affaritaliani la tua HomePage
Iscriviti alla Newsletter
Mobile
Seguici su facebook
Rss
Twitter
Google
Internet Explorer


Calcioscommesse/ Legale Mauri, domani ci sara' l'interrogatorio
Norvegia/ Amico Breivik, si rifece naso per sembrare piu' ariano
Sisma/ Da stasera attiv numero 45500 per donazioni
undefinedundefined
Terremoto/ Gabrielli, 15 morti accertati
Sisma Emilia/ Gabrielli: 15 morti accertati
Vatileaks/ P.Lombardi: prova impegnativa per Papa e Curia
Terremoti/ P. civile Emilia.: 100 feriti, oltre 13mila sfollati
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

Vuoi cambiare casa?

Tante offerte di immobili in tutt’Italia ti aspettano
Cerca subito!

Prima rata gratis

Un prestito per il tuo futuro? Trovalo subito
SCEGLI PRESTITÒ

Auto usate

Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
Cerca adesso