Latina, caos sul voto delle amministrative. Scoperte 1186 schede nulle mai registrate
LATINA. Spuntano 1186 schede nulle mai registrate nelle tabelle ufficiali di scrutinio. La novità è contenuta in una memoria depositata al Tar dall'avvocato Maurizio Mansutti, nell'ambito del ricorso presentato dall'ex candidato sindaco del Pd contro l'elezione al primo turno di Giovanni Di Giorgi, Pdl. L'attuale sindaco, proprio a causa di questo ricorso, aveva conservato anche la poltrona di consigliere regionale
La notizia è di quelle destinate a creare un certo scompiglio nel palazzo comunale di Latina. E' tutta contenuta in una memoria che l'avvocato Maurizio Mansutti, consigliere comunale del Pd di Latina, ha presentato al Tar: circa 1186 schede elettorali dichiarate nulle e mai comparse dalle tabelle ufficiali di scrutinio. Schede fantasma.
Parliamo delle elezioni amministrative dello scorso maggio nel capoluogo pontino. E di un ricorso al tribunale amministrativo promosso da Claudio Moscardelli, ex candidato sindaco del Pd, contro l'elezione al primo turno di Giovanni Di Giorgi, consigliere regionale Pdl, con soli 800 voti di scarto.

Il ricorso pende ancora sul capo dell'attuale sindaco di Latina, tanto da fargli scegliere prudentemente di conservare anche la poltrona alla Pisana accanto a quella di primo cittadino del capoluogo. Ora però il nuovo colpo di scena potrebbe far tremare quella poltrona e rimettere addirittura in discussione la percentuale di voti che hanno consentito a Di Giorgi la proclamazione a sindaco evitando anche il ballottaggio con lo sfidante del Pd.
Le 1186 schede nulle improvvisamente venute alla luce da una prima analisi documentale si aggiungono alle 2600 già conteggiate dalla commissione elettorale. Si tratta di voti ufficialmente nulli, ma che potrebbero ancora essere verificati ed eventualmente attribuiti. Spetterà ora al Tar di Latina decidere di disporre un riconteggio di tutti i voti. Ma Mansutti chiarisce che, seppure la novità non stravolge nell'immediato il risultato elettorale, getta almeno una luce sinistra sul voto dello scorso maggio, evidenziando una serie di incongruenze e di disordini nel conteggio dei voti. La parola passa ora al Tar. La prossima udienza è fissata al 9 febbraio.


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