La rinascita di Boy George nella Capitale
di Fabio Carosi
Nei favolosi Anni '80 erano poco più che ragazzi e ondeggiavano sulle note di "Do you really want to hurt me?" e "Karma chameleon". A venti anni di distanza si sono ritrovati con le stesso ritmo, un lavoro e una famiglia da guidare. Eccoli i fan di Boy George che hanno riempito all'inverosimile il Gay Village: tanti mamme e papà accompagnati dai giovanissimi che hanno scoperto quasi per caso le movenze affettate dell'anglo irlandese che ha scelto Roma per tornare a cantare.
Compare sul palco accompagnato da una band di quattro elementi e due vocalist un nero e una bianca con due timbri antitecici, preceduto dalla presentazione dell'ultimo lavoro come dj e cioè il remix di un brano di un'altra icona del "diversismo sessuale", quell'Amanda Lear che ha portato in Italia il dubbio che il sesso non fosse come l'abbiamo sempre conosciuto. Due brani e poi Boy G. urla "fuck off" ai fotografi e alle telecamere, in numero tale da far pensare che l'evento della settimana sia proprio il concerto. "Infastidito dai puntatori dei flash che "virano" il trucco in verde o in rosso, spiega al popolo del Villaggio che lui è qui loro e non per farsi riprendere. Via tutti e spazio alla musica.
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Un'ora e cinquanta in cui la terra trema, le mani si alzano e trasformano lo spazio concerti in un angusto terreno dove l'equazione un uomo sta a un metro quadro come tanti metri quadri per altrettante persone è roba da ballo delle debuttanti. Boy George edizione 2010 ha una voce più matura e meno flessibile dei "favolosi", eppure in pochi percepiscono la differenza che emerge solo nelle versioni unplugged, quelle in cui i vocalist aiutano solo a creare l'atmosfera.
Così seguono una ad una Nobody Know, River Side, Shadow Box, Brand New, Do You Really, Victims e una Blue Moon che mette alla prova le corde vocali. Poi, ancora, Just Wanna, Generation e Karma Cham. C'è tempo pure per Taht's the way e Summertime e un omaggio al padre spirituale Elton Jhon. Ma la festa non finisce con la musica. Volano palloni e peluche e una Boy George venuta direttamente da Passo Corese che ottiene un sorriso e un pass per il camerino. Chi non c'era ha perso qualcosa.



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