La carne di bufalo si merita un'Euro-aiuto
di Claudio Roma
L'obiettivo è di quelli ambiziosi: fare le scarpe al costoso manzo e all'alternativa vitellone per conquistare una fetta (sarebbe il caso di dire una bistecca) del mercato del consumo della carne da tavola. 
Il nuovo outsider è la bufala animale resistente, timido nonostante, l'aspetto e grande produttore di latte e carne che, nel Lazio, ormai ha superato la quota del 18 per cento dell'allevamento nazionale e che punta a porsi nelle macellerie come vero antagonista alla classica bistecca e fettina. E ora per il bufalo mediterraneo, la razza maggiormente presente nella regione, sono in arrivo anche un po' di fondi.
“Nella nostra regione il settore zootecnico bufalino ha i numeri per superare le sfide che il mercato impone, con circa il 18% dei capi presenti sul territorio nazionale, circa 65 mila su 370 mila, e 710 aziende impegnate ogni giorno sul campo”. Lo ha dichiarato Erder Mazzocchi, commissario straordinario dell’Arsial, durante il convegno dal titolo “Produzioni zootecniche a confronto: il bufalo mediterraneo”, organizzato dall’agenzia alla Camera dei Deputati. “ Il prodotto mozzarella di bufala campana - ha proseguito Mazzocchi - con la denominazione di origine protetta, è un marchio di qualità e rappresenta un’eccellenza dalle indubbie potenzialità sul mercato nazionale e su quello internazionale.
La stessa carne di bufalo, inoltre, sulla quale si sta puntando negli ultimi anni è già tra i prodotti che hanno ottenuto la valutazione transitoria per l’indicazione geografica protetta. Tutti questi elementi non fanno che rafforzare la nostra determinazione a proseguire il cammino intrapreso, promuovendo attivamente un settore che ha dimostrato negli anni la sua tenuta. recente, infatti l’avvio delle procedure per l’assegnazione degli aiuti previsti dalla misura 215 del Programma di Sviluppo Rurale sul benessere degli animali che consentirà, con risorse pari a 15 milioni di euro, un ulteriore sviluppo del settore”.



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