Commedia alla romana
All'ombra di pregiati dehors riscaldati, con turisti che vorrebbero godersi le vacanze romane, si sta consumando una commedia all'italiana che vede protagonisti il minisindaco del primo Municipio Orlando Corsetti, il sindaco di Roma e personaggi di contorno: gli immancabili sindacalisti, un paio di assessori comunali e alcune "umbrae" manzoniane. I sanpietrini delle piazze del centro storico, i "serci di Roma", osservano la telenovela incuriositi.
Sembra il balletto di "Alice nel paese delle meraviglie", nel quale tutti danzano intorno al tavolo per avere una tazza di tè senza riuscirci. Cerchiamo di riassumere la vicenda in tre righe: non esiste un piano dettagliato di occupazione del suolo pubblico, i commercianti farebbero quello che vogliono occupando con tavoli ombrelloni e stufe porzioni di spazio a loro non consentite, oscurando i monumenti arbitrariamente. Il presidente del primo Municipio, Orlando Corsetti dispone sequestri e ripristina la legalità con l'ausilio dei vigili urbani. Il Sindaco cincischia, prende tempo e secondo alcuni sarebbe poco collaborativo. L'assessore al commercio addirittura latitante.
Fino a qui tutto procederebbe nella follia della normalità romana. Ma quando Corsetti minaccia le dimissioni, anzi le da ma "a tempo", con la facoltà di ritirarle, il Sindaco cala la sua briscola imponendo una moratoria natalizia, una sospensione della lotta: un po' come si faceva da bambini quando il gioco veniva sospeso per fare merenda. Sullo sfondo scorrono comunicati stampa infuocati, manifestazioni, richiami alla legalità da ambo le parti, lavoratori che sfilano con tazebao al collo per difendere i propri diritti. Ora, la moratoria è scaduta e le dimissioni sono state ritirate. Il principe del Gattopardo osserva la scena seduto al suo tavolo al Pantheon e ridendo pensa: "si ricomincia".
di Patrizio J. Macci


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