Scuola: nel Lazio una su tre è a rischio. E Roma omette i dati
Ecosistema Scuola di Legambiente: il trentuno per cento delle strutture scolastiche necessita di interventi di manutenzione urgente. Frosinone è sedicesima in classifica, Latina quarantaduesima e Viterbo sta in coda. La Capitale e Rieti non inviano le schede e non entrano nemmeno in classifica
Una scuola su tre necessita di interventi di manutenzione urgenti, quasi il 48 per cento ne ha avuti negli ultimi cinque anni, con una spesa media di circa 13.500 euro per gli interventi di manutenzione straordinaria e di circa 3.800 euro per quelli di manutenzione ordinaria. Nessun edificio scolastico è stato costruito secondo criteri di bioedilizia e soltanto uno su quattro (il 26%) secondo criteri antisismici. Ecco, in sintesi i risultati della XII edizione di Ecosistema scuola di Legambiente, l'indagine sulla qualità dell'edilizia scolastica, riferita nel Lazio ai soli capoluoghi di Frosinone, Latina e Viterbo, visto che Roma e Rieti hanno fornito dati talmente incompleti da non entrare in classifica.
A Frosinone, Viterbo e Latina si rileva una popolazione di 19.650 studenti suddivisi in 124 edifici, di cui solo l'11 per cento è stato realizzato tra il 1990 e il 2009, mentre la stragrande maggioranza (47%) tra il 1974 e il 1990 ed un buon 34 per cento addirittura tra il 1940 e il 1974. Gli edifici che possiedono il certificato di prevenzione degli incendi sono il sessanta per cento e sono solo lo 0,81 per cento gli edifici che certificano l’assenza di amianto. Tuttavia, nei tre capoluoghi poco più della metà degli edifici scolastici (53%) ha una palestra, mentre quasi tutti (93%) hanno un giardino. Non va male, invece, il fronte delle certificazioni: la totalità degli edifici scolastici presenti a Frosinone, Viterbo e Latina possiede il collaudo statico, la certificazione igienico-sanitaria e le porte anti-panico e quasi il 96% è dotato di impianti elettrici a norma, ma solo l'86 per cento ha il certificato di idoneità statica e l'80 per cento quello di agibilità, mentre uno scarso 20 per cento ha effettuato interventi per l'eliminazione delle barriere architettoniche.
“Continua ad esserci troppa disattenzione per le scuole del Lazio, il Comune di Roma non riesce nemmeno a presentare i dati completi e neppure Rieti invia le schede necessarie, dimostrando una gravissima assenza di controllo su un tema tanto importante quanto delicato - afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Un edificio su tre continua ad aver bisogno di interventi urgenti di manutenzione, non ci si può ricordare delle scuole solo quando succedono disastri e crolli. Il futuro della scuola passa anche dalla qualità delle strutture, per questo preoccupa la diminuzione degli investimenti in manutenzione ordinaria, segno di mancata attenzione delle istituzioni sugli interventi programmati nel tempo. Bisogna puntare sullo svecchiamento degli edifici, sulla messa in sicurezza, nonché su pratiche di sostenibilità, raccolta differenziata, risparmio energetico e fonti rinnovabili, incrementando anche in questo settore l'occupazione verde.”
Passando ad analizzare le pratiche eco-compatibili adottate negli edifici scolastici, l'85 per cento delle scuole fa la raccolta differenziata della carta, mentre la plastica resta ferma al 64 per cento, il vetro ottiene uno scarso 8 per cento e l'alluminio addirittura solo il 3 per cento; anche la raccolta dell'organico si attesta a un misero 8 per cento; migliora, invece, il riciclo di toner e cartucce per stampanti (quasi al 30%) e, pur timidamente, quello delle pile. Cala, infine, il dato relativo alle fonti di illuminazione a basso consumo, che vengono utilizzate soltanto nel 55 per cento degli edifici, ma anche la diffusione di fonti di energia rinnovabile resta ferma al 10 per cento. Per quanto riguarda, invece, servizi messi a disposizione delle istituzioni scolastiche, il 40 per cento di esse usufruisce di scuolabus e in quasi il 70 per cento delle mense scolastiche vengono serviti pasti biologici (solo nel 21% dei casi, invece, i pasti sono interamente biologici); purtroppo, però, la maggioranza (58%) delle mense continua ad utilizzare piatti in carta o plastica, a fronte di uno scarso 16 per cento che preferisce quelli in Mater-BI, e solo una scuola su tre (31%) preferisce l'acqua del rubinetto a quella imbottigliata. Entrano per la prima volta in classifica le scuole superiori gestite dalla Provincia di Roma, con un piazzamento al trentesimo posto della classifica nazionale per le scuole di secondo grado.
“La situazione nelle scuole nel Lazio che emerge dai dati di Frosinone, Latina e Viterbo, rimane molto preoccupante, tra tagli del personale e delle risorse. Le strutture sono ormai datate e gli interventi di manutenzione sempre più necessari, per la sicurezza stessa degli edifici – dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Occorre agire subito per rendere gli edifici scolastici più sicuri, oltre a continuare a favorire le pratiche eco-compatibili e la diffusione di fonti di energia rinnovabile. Per fortuna, nella totalità degli edifici scolastici censiti quest'anno da Legambiente è stato effettuato un monitoraggio sui rischi derivanti da amianto, ma il lavoro svolto deve essere esteso anche alla presenza di radon e ad altri fattori di rischio ambientale quali elettrodotti, emittenti radiotelevisive ed antenne.”


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