I tentacoli della mafia a Viterbo.Tutti gli affari in un libro inchiesta
I segnali della criminalità organizzata si manifestano forti e chiari anche in provincia. Lo racconta Daniele Camilli in una pubblicazione di Intermedia Edizioni. Si ripercorrono le tracce delle infiltrazioni e del consolidamento delle organizzazioni. E gli affari legati all'usura e alle archeomafie in una realtà che vive una crisi economica e di identità
“La mafia a Viterbo. Una città sotto assedio”. E' il libro di Daniele Camilli, di Intermdia Edizioni, che sarà presentato il 5 gennaio, alle 15,30 nella sala conferenze della Provincia di Viterbo, in via Saffi. Perché i segnali della presenza della criminalità organizzata cominciano a manifestarsi forti e chiari. Lo conferma l'autore nella sua inchiesta, che punta a ripercorrere le tracce di una penetrazione malavitosa attraverso un'analisi del contesto economico e sociale e di alcuni fatti di cronaca sottovalutati o dimenticati.

“Rapporti e dossier non parlano più di infiltrazione – spiega Camilli – ma addirittura di consolidamento delle organizzazioni criminali in una provincia in crisi economica e di identità, dove gli investimenti, soprattutto pubblici, diventano sempre più consistenti”.
Si analizzano allora i reati ambientali e il fenomeno dell'usura, le archeomafie e la prostituzione, per chiudere con l'enigma di Attilio Manca e il caso di Civitavecchia.
Se ne discuterà con Marcello Meroi, presidente della Provincia di Viterbo, e con il sindaco Giulio Marini, e con i rappresentanti di tutte le forze politiche, Gianluca Mantuano, Pdl, Andrea Egidi, Andrea Scaramuccia, La Destra, Giacomo Barelli, del Fli, Marco Trulli, responsabile Arci e Simona Ricotti, vicepresidente dell'associazione Caponnetto.


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