La città sotto choc per l'ennesimo delitto. Infuria la polemica politica

Freddato a colpi di pistola mente era in auto in una strada della Pisana. La vittima è Antonio Maria Rinaldi, 64 anni, lavorava nel settore delle aste immobiliari. Il killer lo ha guardato negli occhi e gli ha chiesto di saldare i debito. Poi ha fatto fuoco davanti a un testimone. Il Pd in prima linea nella polemica sula sicurezza della città. Tutte le dichiarazioni. LA GALLERY

Martedì, 24 gennaio 2012 - 17:14:00


di Claudio Roma

Due, forse tre colpi alla testa. E il corpo di Antonio Maria Rinaldi, 64 anni, originario di Salerno, ha lasciatio il sedile della sua Smart ed è crollato a terra, sulla rampa del garage di via del Fontanile Arenato.

Ancora sangue. Sembra non fermarsi mai la scia che sta colorando la città e che non risparmia neanche il giorno in cui Polizia e Carabinieri, ancora alla caccia del secondo killer della famiglia cinese cancellata il 4 gennaio scorso, festeggiano una vittoria contro il clan Casamonica. Poca roba, in verità, gente arcinota gli ex zingari da sempre impegnati in qualsiasi attività purché illegale, ma pur sempre una vittoria che segue un mese in cui la città è stata messa sottosopra a suon di decine di arresti al giorno.

Insomma, solo il tempo di rialzare la testa e ai fautori dell'ordine pubblico e agli appassionati del livello di percezione della sicurezza è arrivata una tegola in testa.
Antonio Rinaldi, aveva un passato come si dice “noto alle forze dell'ordine” ma si è guadagnato un posto al cimitero probabilmente per debiti. Almeno così ha raccontato l'uomo che gli stava accanto e che ha assistito alla scena in cui il killer gli chiedeva conto del di un debito. Poi la pistola. Debiti o altro, magari legato al settore delle aste immobiliari nel quale lavorava, il delitto Rinaldi entra nel “guiness de romani”, specialissima classifica aperta l'8 aprile 2010 col cadavere di Roberto Ceccarelli, “steso” con 8 colpi davanti al teatro delle Vittorie. Da lì in poi in Questura e al Comando dei Carabinieri si sono dotati di un pallottoliere con il quale hanno segnato cadaveri e feriti gravi.



Ma chi ha più sofferto è stata la politica. Il sindaco in particolare. La voglia di sicurezza pre- elettorale è diventata oggetto degli strali della minoranza, pian piano che le palline del pallottoliere si sono riempite. Alla fine s'è arreso e ha detto che il crimine a Roma non è un problema di sicurezza della città, ma un'emergenza alla quale devono rispondere le forze dell'Ordine. E lo Stato.
Non basta però ad Alemanno per finire in croce. Ecco un riassunto delle dichiarazioni che hanno inondato i giornali mezz'ora dopo il delitto.

“Mi accingevo ad esprimere un plauso alle forze dell'ordine per l'operazione che ha portato ai 39 arresti di esponenti un noto clan malavitoso della Capitale. Mentre manifestavo questa soddisfazione, in riconoscimento alle forze di polizia, avveniva l'ennesimo agguato nel quartiere Pisana a Roma”, Dario Nanni, consigliere comunale Pd.
“Grazie ad Alemanno la Capitale sta ormai contendendo il primato a Ciudad Juarez, la città messicana con il più alto tasso di omicidi al mondo. I romani sono stufi dell’immobilismo del sindaco, delle sue parole quasi sempre inutili, dei suoi attacchi strumentali, dei suoi scaricabarile e degli spot sulla sicurezza: questa città, un tempo simbolo della fratellanza e della pace, sale ogni giorno alla ribalta delle cronache per i suoi brutali omicidi e per gli episodi di efferata violenza”. Enzo Foschi consigliere regionale Pd.
“Ormai Roma è in mano alla criminalità organizzata come dimostrano omicidi ed esecuzioni a cadenza quasi giornaliera. Da qualche mese grazie al nuovo Governo Monti si stanno cominciando a fare le cose sul serio. Oggi è stato infatti assestato un duro colpo al clan dei Casamonica. Purtroppo la situazione è drammatica perché per quasi quattro anni Alemanno e il Governo di destra Bossi-Berlusconi hanno nascosto il problema criminalità nella Capitale, inventando spot avveniristici e dando numeri a vanvera”. Marco Miccoli, segretario Pd Roma.
“Roma sta assistendo a una mattanza paragonabile a quella degli anni settanta, che non accenna a fermarsi. Ma è necessario che questa lunga scia di sangue venga interrotta. Per questo lancio un appello al Procuratore distrettuale antimafia, Capaldo, affinché vi siano risposte immediate, capaci di contrastare con maggior vigore una situazione che ormai ha superato tutti i livelli di guardia”. Filberto Zaratti, Presidente della Commissione regionale sicurezza e lotta alla criminalità.

“Ancora un’altra uccisione nella nostra città, oggi è stato ucciso un uomo a colpi di pistola in pieno giorno in via della Pisana. Roma è divenuta oramai in questi ultimi anni, per la criminalità, la piazza da prendersi o da difendere e di conseguenza, teatro di delitti e violenza a mano armata con escalation di atti intimidatori, omicidi e quant’altro. Non ci sono iniziative messe in campo da questa amministrazione e i vari patti per Roma sicura (siamo al terzo), non bastano”. Athos De Luca consigliere comunale Pd.
“L’omicidio avvenuto qualche ora fa, in pieno giorno, a Monteverde è soltanto l’ultimo segnale della escalation di violenza che sta colpendo tragicamente la Capitale, ormai teatro di un autentico Far West. E’ urgente costituire una cabina di regia fra gli apparati dello Stato per contrastare con maggiore incisività la criminalità organizzata a Roma”, Mario Mei e Salvatore Vigna, Alleanza per l'Italia.

“Ancora una volta la nostra città è stata squassata da colpi di arma da fuoco che, in pieno giorno, hanno ucciso un uomo alla Pisana. Nella passata legislatura avevamo previsto fondi per la sicurezza che sono stati inspiegabilmente sottoutilizzati o nemmeno utilizzati da Regione Lazio e dal Comune di Roma. Ne è un esempio un provvedimento deliberato a luglio 2009 dalla nostra amministrazione che approvava le modalità e i criteri per iniziative tese a rendere operativi i vigili di prossimità per i Comuni. Per quello di Roma il contributo era di 800 mila euro”. Esterino  Montino, capogruppo Pd Regione Lazio.

Antonio Maria Rinaldi lascia un figlio.



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