L'ultima truffa in tempo di crisi. Invece di 2 euro, 500 lire
La denuncia viene da alcuni gestori pompe di benzina e da tabaccai del centro storico. Ma la crisi economica spinge al riciclo: chi prende la moneta fuori corso tenta sempre di restituire “il pacco” a qualcun altro. Pensionati e ipovedenti le categorie più a rischio. Salve le macchinette automatiche che rifiutano senza indugi il vecchio conio
di Claudio Roma
C'è chi invoca l'addio all'Euro e il ritorno della Lira. E chi invece alla Lira c'è già tornato ma per l'ultima delle truffe: occhio al resto, perché la città è piena di monete da 2€ che in realtà non sono altro che vecchie cinquecento lire.
E a finire nell'ultima fregatura che l'ingegno in periodo di crisi ha sdoganato come ultimo fronte per la sopravvivenza urbana, sono soprattutto gli anziani e gli ipovedenti. Sono loro i bersagli di qualche commerciante che, magari distratti, si prende “la cinquecento al posto dell'euro” e poi lo ricicla aspettando il pollo giusto: l'anziano binocoluto o il giovane distratto e frettoloso. L'importante è che abbia gli occhiali, garanzia di certezza per il riciclo della moneta fuori corso. Per gli altri l'impresa vale la spesa: riciclare la vecchia cara Lira garantisce una guadagno elevatissimo: ammesso che le 500 Lire abbiano ancora un valore, l'utile della truffa è esattamente pari a 2€ e quindi considerando il cambio, a 3500 lire.

I primi ad accorgersi della somiglianza “feroce” tra le due monete sono stati i gestori delle macchine automatiche, da quelle dei biglietti Atac, sino alle distributrici di bevande, transitando per i caselli automatici autostradali dove sempre più persone preferiscono pagare in “Moneta sonante”. Le macchinette intelligenti ora sono tarate e difficilmente si lasciano ingannare, mentre il processo non è uguale per gli “umani”.
Racconta il gestore di una pompa di benzina in pizza dei Navigatori, zona sud: “In una sola settimana sono riusciti in diversi a pagarmi il carburante con manciate di soldi spicci e così mi sono ritrovato in cassa 40 monete da 200 lire. In totale mi hanno truffato 80 euro e di questi tempi non è poco”.
“Anche un tabaccaio del centro storico confessa “il pacco”: “è dall'inizio di dicembre che ci provano. Prima solo i giovani, poi anche uomini e donne di mezza età. Come me ne accorgo? Intanto ho messo da parte un sacchetto di 500 lire, frutto delle fregature ricevute e poi ormai lo capisco al volo: arrivano con una manciata di monete e contano senza guardare, poi acquistano di solito sempre le sigarette. Certo è che se dovessimo tornare alla vecchia moneta nazionale, io per qualche giorno non avrei bisogno di andare in banca a cambiare”.
Ma c'è anche chi, invece di metterle da parte, tenta il colpaccio: darle come resto al primo “pollo” che ci casca. Casomai fosse scoperto la scusa è sempre la stessa: “Oddio sono uguali, ci sono cascato proprio”. Il cronista ha in casa una collezione di 500 lire ricevute al posto dei due euro.


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