Attacco a Libera
Raid notturno a Sabaudia
Dopo le intimidazioni dei mesi scorsi al “villaggio della legalità” di Latina, l'associazione contro le mafie di Antonio Turri subisce una nuova incursione notturna. I ladri però rubano un vecchio pc e i volantini sui beni confiscati alla criminalità
Questa volta il bersaglio è stato l'ufficio di Sabaudia, in via Principe di Piemonte. Ma in pochi mesi si tratta della terza incursione notturna nelle sedi aperte dall'associazione Libera contro le mafie nel territorio pontino.
Questa mattina Antonio Turri, coordinatore di Libera nel Lazio, e la referente della struttura di Sabaudia, hanno trovato la porta semiaperta e una volta all'interno si sono resi conto che dal piccolo ufficio, una scrivania, un computer, qualche mobile e due sedie, erano spariti un vecchio pc e una pila di manifesti, depliant e volantini sui beni confiscati alla criminalità organizzata nella provincia pontina che l'associazione stava distribuendo in questi giorni a Sabaudia.
Oltre a questo sono stati portati via diversi dossier che appartenevano però ad associazioni che occupavano in precedenza lo stesso ufficio. Così la polizia è tornata a indagare. Nei mesi scorsi era toccato alla sede di Borgo Sabotino, a Latina, oggetto di due diversi raid in poche settimane. Gli uffici erano stati devastati e messi sottosopra e gli operatori avevano trovato vetri, mobili e computer distrutti. Alla fine di dicembre, alla vigilia di un evento programmato proprio a Borgo Sabotino, Turri aveva ritrovato un vetro rotto. Nella sede di Sabaudia invece l'incursione dei ladri, che hanno risparmiato i due uffici attigui ben più appetibili, resta inspiegabile.
“E' la prima volta che sento di ladri che portano manifesti e volantini – commenta Turri – oltre a un pc vecchissimo che sul mercato varrà forse qualche decina di euro”. Che si tratti di intimidazioni o atti vandalici, ce n'è abbastanza per fare più di qualche collegamento con l'attività scomoda che Libera sta portando avanti in una provincia come quella di Latina. “Di sicuro – aggiunge Turri – abbiamo alzato il tiro dello scontro con alcuni signori a cui diamo fastidio. Quest'ultimo è un episodio inquientante soprattutto perché sono state rubate cose di ben poco valore”.


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