Inside/ Il Pdl sta implodendo. Ecco perché Alemanno e Polverini sono sulla graticola

Mercoledì, 5 maggio 2010 - 06:57:00

Formigoni Polverini

di Fabio Carosi

L’assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, Marco Corsini, raggiunto da avviso di garanzia per la vicenda della società Gemma è tenuto in piedi con la forza direttamente dal sindaco Giovanni Alemanno. Cova la rivolta nei municipi che culminerà con un’assemblea e una manifestazione in piazza del Campidoglio. “Laboratorio Roma”, il movimento di centrodestra del Consiglio Comunale, da giorni soffia sul fuoco del gruppo anti-giunta Polverini. Se poi si esce dalla Regione, Latina non ha più il Consiglio Comunale; Frosinone dopo la secessione minacciata riorganizza le idee e presenta giovedì un nuovo Movimento politico per le autonomie. Infine, a Viterbo, misteriose ma non troppo lotte intestine tra Pdl e Udc mandano a casa il presidente della Provincia, Marcello Meroi, eletto a fine marzo e senza che abbia neanche ottenuto la fiducia dall’assemblea degli eletti.

L’analisi dell’esplosione del sistema Roma parte dai rumors della città che conta, quella Roma che ha abbandonato la politica attiva e, grazie all’internazionalizzazione delle imprese, vede con distacco e lucidità i fatti.

Alemanno in sinagoga 3

È la crisi del centrodestra in particolare degli ex Forza Italia e degli ex An è sotto gli occhi, ma perché sostengono gli imprenditori “non trovano più un punto di incontro da una parte col mondo cattolico, dall’altra con i costruttori romani bloccati dalla crisi economica e dagli accordi di Basilea che hanno costretto le banche a stringere i cordoni del credito”.

E proseguono: “Dispiace dirlo, ma a Roma è in atto una vera rivoluzione perché sono venuti meno i punti di riferimento e gli equilibri. Prima di Alemanno c’era Veltroni e non c’era la crisi economica. L’industria della casa, la prima risorsa della città, si è accontentata del piano regolatore per costruire, e tutto con la benedizione di quel sistema legato ai cattolici che chiedeva soltanto di gestire pezzi importanti della sanità e di avere attenzioni per il sociale”.

Prima ancora di Veltroni c’era Rutelli che piaceva e metteva d’accordo tutti. Dialogava con l’ex Rifondazione e teneva sotto controllo gli ex diesse. Alemanno invece sembra costretto dall’esigenza di dare spazio a storici rappresentanti della destra e di accontentare appetiti di troppo. A differenza di Veltroni, però, non ha una lira in cassa e ciò si traduce in estrema debolezza. Il colpo di grazia l’ha dato la nuova presidente Polverini che per nel fare la giunta ha fatto saltare gli ultimi equilibri, andando a scardinare pure le province. Insomma, Roma e il Lazio sono una polveriera, una specie di contagio virale che rischia di estendersi, “perché – dicono in coro - è solo dalle ceneri di questa nuova organizzazione tra i poteri potrà nascere il nuovo equilibrio. Almeno a Roma dove il processo, dispiace dirlo, è irreversibile”.

Vediamo allora se l’analisi trova riscontro nella cronaca. Messo da parte l’avviso di garanzia e le dimissione respinte per uno dei migliori assessori della Giunta romana, il Campidoglio non riesce a presentare il bilancio di previsione. Polemica vecchia – ma concreta – lontana dai cittadini ma solo per ora. Il procedere per dodicesimi, cioè la possibilità di spendere denaro liquido solo mese per mese, ha fatto le prime vittime: le imprese che lavorano per la premiata azienda Comune di Roma e i Municipi, i quali si vedono i fondi evaporare come neve al sole d’Africa. I soldi per le piccole città hanno un valore elevato: danno la certezza che Mamma Roma si interessa ai piccoli problemi e alimentano anche il sistema di potere municipale. Con l’acqua alla gola e i cittadini alla porta, i presidenti di centrosinistra dichiarano guerra al Campidoglio, dando appuntamento il giorno 12 alle 17 all’Alpheus di Testaccio per la prima assemblea, e il giorno dopo sempre alle 17 in Campidoglio per una manifestazione sotto il balcone di Alemanno. I toni sono accesi. Alzetta, detto tartan, consigliere della Sinistra Arcobaleno: “Alemanno è megalomane e bugiardo e paga con i soldi che non ha”. Umberto Marroni, capogruppo Pd: “Siamo di fronte al fallimento, mancano 256 milioni di beni e servizi”. Sandro Medici, presidente del X Municipio: “È un cialtrone inadeguato che sta facendo danni incalcolabili”. Massimiliano Catarci, presidente XI Municipio: “Siamo partiti dalla manifestazione in mutande al Campidoglio e ora daremo voce ai 17 dei 19 municipi in cui ha perso le elezioni”. Continuano gli analisti: “Crisi economica e crisi del sistema Roma stanno così delineando la decomposizione delle autonomie locali, costruite dal centrosinistra per governare direttamente l’immenso territorio di Roma e che invece il centrodestra sta demolendo con la fissazione del centralismo. E questo pur avendo la Lega come alleato a livello nazionale”. Proprio la fissazione per il centralismo è alla base del “panico politico” di cui sono preda le province. Esclusa Rieti, il Comune di Latina è esploso pochi giorni dopo le elezioni provinciali per i riflessi della battaglia Berlusconi-Fini. A Frosinone, dopo la miccia accesa dal presidente della Provincia per la mancata rappresentatività nella Giunta regionale, ora si aggiunge l’evoluzione di trasformare i secessionisti in un Movimento per le autonomie, che vedrà la luce giovedì a Frosinone proprio nel palazzo della Provincia. Quindi Viterbo, dove l’Udc ha alzato la voce forse per paura di essere di nuovo schiacciato dal Pdl e il presidente Meroi è saltato.

Nella cronaca del caos aggiungiamo pure che in Ciociaria Ciarrapico padre e figlio si sono presi un avviso di garanzia per la vicenda dei contributi ai giornali del gruppo. Se il centrodestra è alle prese con l’emergenze politica ed economica, la sinistra senza incarichi sorride. Tutti, tranne Roberto Morassut, l’ex assessore all’Urbanistica di Rutelli e Veltroni, l’uomo che ha ridisegnato la città col piano regolatore, è la seconda vittima dell’inchiesta sulla società Gemma, la spa che dovrebbe gestire per conto di tutti le concessioni edilizie in sanatoria. Per lui come per i vertici di Gemma è arrivato l’avviso di garanzia. Le rivoluzioni a Roma partono sempre dalla terra. Anzi, dal cemento.

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