Impresa, macthing e glamour: ecco la cena Federlazio
di Fabio Carosi 
Maurizio Flammini
Settecento prenotati, ciascuno dei quali rigorosamente accompagnato dal/dalla consorte. Un giardino delle delizie, dove imprenditori, manager e politici si incontrano e hanno la possibilità di dividere un tavolo secondo la regola che non ci sono posti fissi. Un appuntamento misto tra glamour, matching, networking, sfoggio di vestiti e scollature, condito dal confronto con chi decide come e dove portare Regione e Capitale.
Scatta martedì alle 20 la classica dell'estate, la cena della Federlazio, l'associazione regionale delle piccole e medie imprese che riunisce le aziende a conduzione familiare, le mini srl le coraggiose mini spa che rappresentano lo zoccolo duro del Pil regionale. Ed è già ressa per i biglietti che per gli imprenditori rappresentano un investimento. Sold out è la parola d'ordine che ha scatenato le richieste di raccomandazione – anche per uno strapuntino - al padrone di casa, Maurizio Flammini e al dg dell'associazione, l'eterno Giuseppe Quintieri, colonna portante dell'associazionismo degli imprenditori.
In “ordine disordinato” di apparizione hanno confermato la loro presenza Renata Polverini, Giovanni Alemanno, Nicola Zingaretti, direttamente dal Senato il sottosegretario alla Funzione Pubblica e grand commis della destra romana, Andrea Augello e uno stuolo di assessori regionali, provinciali e comunali che si troveranno ad affrontare forchetta e coltello insieme ad una rappresentanza nutrita di sindacalisti di prima e seconda generazione. La regola di Federlazio è che la cena non è placé, cioè chiunque può sedere accanto a Renata o al sindaco e dire la sua, chiedere (magari di pagare le fatture arretrate, visto che la Regione ha il record del mondo di ritardo nei pagamenti), oppure suggerire una nuova strategia di internazionalizzazione.
“La chiave della serata è quella della fiducia nel futuro – anticipa il presidente Flammini – vogliamo dare coraggio ai nostri associati stavolta ance con un minimo di allegria che serve a costruire l'atmosfera giusta”. Violando un protocollo ventennale, dopo la distribuzione del rapporto Federlazio che contiene gli studi, i progetti e l'elenco delle richieste ad enti e istituzioni per uscire dal tunnel della crisi, musica e cabaret debuttano nel giardino di via Libano.
Un'avvertenza utile per le signore. Luisa Flammini la first lady di Federlazio, vestirà un abito arancione e violet di uno stilista americano, anche se Roma è in piena settimana della moda. “I'm sorry – dice la signora Luisa – ma per uscire dalla crisi bisogna guardare all'estero”. Le altre signore sono avvisate: niente arancione e viola.



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