Il guru della setta Maya in sciopero della fame
Danilo Speranza, fondatore della comunita' 'Re Maya' di Roma torna da oggi in sciopero della fame. Lo riferiscono i legali dell'uomo, arrestato il 16 marzo scorso con l'accusa di atti di violenza sessuale ai danni di minori e truffa aggravata. La protesta, gia' iniziata il 1 aprile e interrotta 18 giorni dopo su indicazione medica per sopravvenute complicazioni. Allo sciopero della fame, spiegano gli avvocati Dario Masini e Graziella D'Agostino, si associera' l'astensione della terapia farmacologica, che viene praticata gia' da 40 giorni. "La scelta del nostro assistito - si legge in una nota dello studio legale - e' assolutamente radicale, ed e' contraria alle indicazioni mediche dei sanitari, che hanno espresso parere contrario per il rischio che ne deriva, considerando che e' affetto da diabete ed ipertensione, patologie che necessitano di una regolarita' nell'alimentazione. Speranza vuole cosi' evidenziare che le indagini non hanno fino ad oggi dato spazio sufficiente a quelle che sono le risultanze probatorie scientifiche che depongono a favore della sua innocenza. In particolare - prosegue la nota - per quanto riguarda l'accusa di violenza sessuale, gli esiti recentissimi delle analisi del DNA, che non lo mettono in relazione con le denuncianti; nonche' la sua impotenza sessuale, che rendeva impossibile la consumazione dei reati contestategli; per quanto riguarda l'accusa di truffa aggravata, la comprovata esistenza della tecnologia che tutti i giornali hanno descritto come "fantomatica", e sulla quale era stato operato un forte investimento da parte sua e degli associati Maya. Si rende noto, per inciso, che recentemente tale tecnologia e' stata presentata in pubblico dal suo ideatore Ing. Umberto Manola, ed ha iniziato ad ottenere riconoscimenti mediatici e scientifici, come dimostra il servizio mandato in onda il giorno 08/05 dal TG3 nella rubrica settimanale "Pixel - tecnologia sostenibile" ed intitolato "La macchina del cibo". 
L'emergere di queste risultanze, sottolinea Speranza, fa crollare dalle fondamenta il teorema accusatorio che lo ha descritto come un "Guru" che, all'interno di una "setta", compiva violenze su minorenni e rubava soldi ai suoi "adepti". Il nostro assistito - concludono i legali di Speranza - non comprende pertanto le ragioni per cui viene tenuto ancora in custodia cautelare e comunque ritiene che sarebbe corretto che le indagini si svolgessero anche a riscontrare quelle evidenze tecniche e scientifiche che depongono a favore della sua innocenza".



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