Il Coni sceglie Roma per le Olimpiadi, Venezia bocciata per alloggi e trasporti
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Roma vince la sfida con Venezia. La Capitale e' infatti stata scelta dalla Giunta del Coni come citta' italiana da candidare per le Olimpiadi del 2020. Decisione che ora dovra' essere ratificata dal Consiglio Nazionale
. In base all'analisi del Comitato Ristretto che ha dovuto valutare le due candidature, infatti, la Giunta ha attribuito il punteggio di 20,1 su 35 al dossier di Venezia che, dunque, non raggiunge cosi' il punteggio minimo di 21 richiesto per poter approdare al Consiglio Nazionale. A Roma, invece, e' stato attribuito il punteggio di 32,3.Il Coni ha individuato alcune criticità nel progetto della città veneta: alloggi, sicurezza, trasporti ed esperienza. Tra le voci che concorrono a formare il capitolo 'alloggì, in particolare, avrebbero destato attenzione alcuni elementi relativi al Villaggio olimpico. È ridotta la differenza tra i metri quadrati che Roma e Venezia riserverebbero a ciascun atleta (12 metri contro 11), ma risalta l'assenza di una stima dei parcheggi nel documento presentato dalla città veneta. La stessa lacuna condizionerebbe le pagine relative alle strutture per i media (Ibc/Mpc) per le quali Venezia non avrebbe fornito un'analisi dettagliata dei costi di costruzione. Se Roma ha ipotizzato 5000 alloggi nel villaggio media, Venezia non avrebbe giudicato necessaria la realizzazione della struttura. Il ricorso ad alberghi e abitazioni private sodddisferebbe le esigenze della famiglia olimpica e dei media entro 10 km dal cuore del Giochi 'made in Venetò. Le altre categorie coinvolte nell'evento, però, si troverebbero ad alloggiare oltre i 26 km. Il Cio prevede espressamente che tutti gli hotel utilizzati dai detentori dei diritti e dalle emittenti televisive siano il più vicini possibile al nucleo dell'evento, compreso lo stadio Olimpico.
Nel complesso, in ambito alberghiero, per gli hotel del range 2-5 stelle Roma sarebbe in grado soddisfare i requisiti fissati dal Comitato olimpico internazionale (Cio) dopo 10 km, Venezia centrerebbe l'obiettivo entro 50 km. La particolare collocazione degli alberghi Cio di Venezia, inoltre, renderebbe necessario l'utilizzo del trasporto via nave durante Olimpiadi e Paralimpiadi. Tale situazione renderebbe più complicata la gestione della sicurezza, considerando anche la prevedibile presenza di autorità provenienti da numerosi paesi. I trasporti rischiano di condizionare ovviamente anche gli impegni degli atleti: spiccano i tour de force a cui sarebbero costretti i pentathleti, chiamati a compiere due spostamenti tra Tessera e Padova nello stesso giorno. Tutti questi argomenti, compreso il differente background sportivo delle due città, verranno valutato dalla giunta del Coni che, secondo il decalogo approvato il 21 ottobre e promosso dal Consiglio il 16 dicembre, «proporrà alla sessione del Consiglio Nazionale del Coni il nominativo o i nominativi delle Città che avranno superato la pre-selezione».
Nel voto complessivo Roma ha tratto vantaggio dalla valutazione degli impianti. Per la Capitale, il 90% dei luoghi di gara è previsto in un raggio di 20-30 km. La percentuale di Venezia, invece, scende al 63. Nelle Olmpiadi di Roma 2020, servirebbero 40 minuti per raggiungere 4 siti. A Venezia, invece, gli impianti di tale categoria sarebbero 13. La programmazione dei Giochi lagunari dovrebbe fare poi i conti con più di un conflitto: problemi per la pianificazione boxe-scherma e basket-pallavolo. Le distanze veneziane si dilatano anche quando si parla di rugby, con il torneo imperniato su due sedi lontane 70 km, e di calcio. La finale è programmata a Verona, a 130 km dalla città olimpica, in uno stadio che non rispetta i requisiti di capienza fissati dal Cio.



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