Il teatro autogestito alla scoperta del cuore
Al via l'inedita rassegna Inediti Ospiti, una mini stagione fai da te con la testa e il cuore dedicati ad Antea, l'associazione che assiste i malati terminali. Il calendario degli spettacoli e l'orario insolito e sperimentale: le repliche in scena a partire dalle 19. Chi sono i protagonisti
L’Associazione Culturale Spettatori&Attori inaugura a Roma un’innovativa esperienza di autogestione teatrale. Un gruppo di attori e spettatori realizza Inediti Ospiti, una rassegna teatrale che pratica nuove forme di collaborazione a partire dal grado zero dell'evento teatrale: ciò che avviene, appunto, tra attore e spettatore. Una possibile strada da intraprendere, basata sulla continuità del lavoro creativo e sulla costruzione di un rapporto duraturo con il pubblico.
Per la realizzazione della rassegna, di fatto una vera e propria mini-stagione, artisti, produzioni e organizzatori si sono messi in gioco, cercando un altro modo per ovviare alla mancanza di investimenti nella cultura da parte delle istituzioni. Tutte le compagnie e le produzioni per una o due settimane, con il teatro e il service in dotazione, e un grande investimento nella comunicazione, si mettono a disposizione del pubblico, impegnandosi a condividere uscite ed incassi.

La rassegna di quest’anno che si intitola L’altro lo stesso e propone cinque spettacoli e sei eventi al Teatro Sala Uno di Roma, si inaugura il 24 gennaio con Orson Welles' roast di Michele De Vita Conti e Giuseppe Battiston (fino al 27 gennaio) dove il labile discrimine tra finzione e realtà, viene riassunto in una figura mitica del cinema del ‘900; ne Il diario di Maria Pia di Fausto Paravidino (21 febbraio – 4 marzo), l’autore è testimone della vita della madre di fronte al suo limite estremo, una donna medico che non vorrebbe morire ma che non potendo fare altrimenti cerca di farlo meglio che può; in Los reyes di Julio Cortàzar (9-14 aprile) con una regia colletiva degli stessi interpreti si rivive il percorso labirintico tra mito e interiorità; Zets di Deniz Ozdogan e Andrea Collavino (8-13 maggio), focalizza sul mondo di margine di un nomadismo circense; in Parole di Paolo Civati (15-20 maggio), la lingua oscillante tra il “troppo e il niente” evapora progressivamente.

Ad intrecciare gli spettacoli in rassegna sono stati collocati, eventi unici in cui dilatare l'incontro teatrale ad altre forme: la danza, il reading, la produzione cantautorale, il canto lirico, il canto popolare con Annalisa Baldi, Elisabetta Ceron, Nicole De Leo, Filippo Gatti, Arianna Gaudio, Duccio Lombardi, Raffaella Misiti, Antonio Petris, Piero Sidoti, Ludovica Valori.
La rassegna vede protagonisti: Giuseppe Battiston, Paolo Civati, Andrea Collavino, Valentina Fois, Iris Fusetti, Arianna Gaudio, Sabine Jamet, Maurizio Lucà, , Paola Michelini, Assunta Nugnes, Deniz Ozdogan, Fabio Pappacena, Fausto Paravidino, Monica Samassa, Giacomo Vezzani.
Nell’accostare le variegate identità del percorso di INEDITI OSPITI emerge un decisivo filo rosso che le unisce, riflesso dai titoli in rassegna. Molti dei partecipanti condividono l’origine, il Friuli, luogo storicamente di incroci e di spaesamenti, di appartenenze molteplici e di identità fluide. Importante quanto la necessità di condividere e presentare i propri lavori è stata l’esigenza di trovare sponda nella società civile e di coinvolgere nel processo creativo enti, scuole, comunità e associazioni.
ANTEA ha deciso di condividere il progetto dell’Associazione culturale Spettatori&Attori che vede un teatro condiviso come mezzo di interazione sociale. Lo spettatore, sarà colui che riporterà nella vita quotidiana la singolare emozione fatta sua durante la rappresentazione. La solidarietà espressa da Spettatori&Attori, si concretizzerà in una donazione di parte dell’incasso della rassegna, a sostegno dell’assistenza e della ricerca di ANTEA.
Inediti Ospiti ha incontrato la collaborazione del Fogolar Furlan dei friulani residenti a Roma, un’associazione che da oltre 50 anni si occupa di promuovere la cultura friulana e di farla vivere nel contatto e nello scambio con le altre; la rassegna ha collaborato anche con alcune scuole romane, proprio per alzare lo sguardo oltre il presente e inventare il pubblico di domani, coinvolgendo giovani studenti che hanno collaborato alla parte grafica progettando il logo della rassegna e indagando sui processi creativi di alcuni spettacoli, sulla loro fruizione e sulla riflessione critica legata ad essi.


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