Il Tar boccia Renata. E il pronto soccorso resta a Frascati

Avrebbe voluto trasferire l'ospedale a Marino per “far contento Adriano Palozzi, allora candidato sindaco”, come annotano i democratici Montino e D'Annibale. Ma i cittadini di Frascati non ci stanno, e anche il sindaco dà battaglia. La sentenza definitiva del tribunale amministrativo dà ragione a Stefano di Tommaso e scontenta la Polverini

Giovedì, 5 gennaio 2012 - 17:45:32


“Il Pronto Soccorso resta a Frascati. Si è conclusa con il pronunciamento definitivo del Tar del Lazio, depositato il 4 gennaio 2012, la questione del servizio di emergenza, che la presidente Polverini voleva trasferire a Marino, la cui centralità e importanza per il territorio tuscolano e per l'area a sud di Roma (VII, VIII e X Municipio) era e rimane fondamentale”: questo l'annuncio del sindaco di Frascati Stefano Di Tommaso. “Dopo la sospensiva del Tar del 6 luglio scorso e la decisione del Consiglio di Stato, che il 30 settembre scorso ha respinto l'appello, arriva adesso - aggiunge - la conferma definitiva della bontà della nostra battaglia. Sono certo che la Presidente Polverini, dopo questo definitivo pronunciamento, farà le scelte giuste che tengano conto delle esigenze complessive di salute dell'area castellana”.
 

Esterino Montino

Entrano nel merito della decisione del Tar anche Esterino Montino, capogruppo del Pd regionale, e il consigliere del Pd Tonino D'Annibale: “Non si scherza con la sanità per fini elettorali. La promessa della Polverini di smantellare il Pronto soccorso dell’ospedale di Frascati per far contento l’allora candidato sindaco di Marino, è naufragata sulle sponde del diritto. Il Tar oggi ha detto in modo definitivo che quella scelta era sbagliata. La sentenza premia lo sforzo del sindaco Stefano Di Tommaso e di tutti i cittadini di Frascati, mentre conferma che quelli di Marino sono stati presi in giro sia dalla Presidente che dal sindaco che in tutta questa storia è l’unico ad aver riscosso quanto previsto: l’elezione a primo cittadino e l’incarico ben remunerato al Cotral. Purtroppo riteniamo che la battaglia debba ancora continuare". "Lo scorso 27 settembre la Polverini aveva ricevuto dal tavolo tecnico il via libera definitivo alla realizzazione dell’ospedale dei Castelli, ma aveva ceduto, senza comunicarlo a nessuno, alla richiesta di chiudere un quarto ospedale rispetto ai tre previsti – continuano i democratici -. Nel verbale del 14 dicembre c’è scritto che, senza coinvolgere nessuno, la Polverini ha inviato al tavolo tecnico una proposta di decreto (PROT.358/11) che rivede il ruolo degli ospedali di Albano, Genzano, Marino e Frascati all’interno della rete assistenziale della Asl Roma H. Vuol dire forse che nelle segrete stanze della Giunta regionale si sta decidendo se chiudere l’ospedale di Marino oppure quello di Frascati? E’ necessario conoscere i contenuti dell’ipotesi inviata al Ministero prima che si creino tensioni. Il Pd chiede che lo schema del decreto sia reso noto perché il destino della sanità dei Castelli non può essere deciso da pochi amici con vitalizi assicurati”.

E Giulia Rodano, consigliere regionale dell'Idv e vice presidente della commissione sanità rimarca: “Il fallimento del piano Polverini di rientro dal deficit sanitario é ora certificato anche dal tavolo tecnico nazionale. É la conferma ufficiale di quanto abbiamo ripetutamente denunciato, nel corso di questi mesi. Emerge ormai con chiarezza che la logica dei tagli indiscriminati, dei vincoli assurdi e generalizzati, del blocco, di fatto totale, delle assunzione e degli investimenti non produce alcun risparmio di spesa e peggiora la qualità dei servizi per i cittadini, aumentando le spese a loro carico e le tasse a carico dei contribuenti. Di fronte al fallimento della filosofia ispiratrice del piano - prosegue Rodano - non si puó più insistere sulle vecchie logiche. È ora di dire basta al commissariamento, é ora di inaugurare una diversa politica di ristrutturazione del sistema sanitario, che risparmi dove c'é da risparmiare e investa dove c'é da investire. Di tutto questo si deve tornare a discutere e a decidere nel Consiglio regionale – conclude l’esponente Idv - che é stato per troppo tempo espropriato di ogni funzione e responsabilitá”.

 



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