Il “manager” delle squillo
"Manuel" gestiva ogni cosa: realizzava le foto hard per gli annunci, metteva le pubblicità sui siti dedicati, consigliava come quantificare le prestazioni. Così il "manager" di squillo arrivava a pretendere fino 450 euro al mese da ogni ragazza
Gestiva tutto D.F.D., detto “Manuel”, un romano di 29 anni: le foto erotiche delle ragazze, gli annunci pubblicitari sui siti internet “specializzati” nel settore, e si spingeva pure a elargire consigli sul “listino prezzi” da applicare in base al tipo di prestazione sessuale.
Manuel veniva contattato da ragazze perlopiù brasiliane che lo conoscevano per sentito dire. Già al primo incontro lui dettava le condizioni: al momento della realizzazione del “book” fotografico osè, le ragazze dovevano consegnargli 100 euro e altrettanti 100 euro ogni due settimane per la gestione degli annunci sui siti hard.
In base al tipo di sito prescelto per la “pubblicità” la somma che le ragazze dovevano versare poteva arrivare anche 450 euro al mese. In cambio però, ricevevano anche “suggerimenti” sulle tariffe da applicare: un prezzo che variava dai 70 ai 150 euro per prestazione per le ragazze più carine.
L’indagine degli uomini della squadra mobile è partita nel marzo scorso, quando questi riuscirono a rintracciare l’appartamento dove si prostituiva una delle ragazze. Dopo averla contattata, gli investigatori andarono nel suo appartamento in zona San Giovanni. Ad aprire la porta agli agenti fu una signora anziana. In una delle stanze, vestita solo della biancheria intima, gli uomini trovarono una ragazza brasiliana, che subito confessò agli agenti di pagare alla proprietaria dell’appartamento la somma di 300 euro per l’utilizzo della camera da letto.
La ragazza ha riferito poi che il suo profilo su internet era gestito da un certo “Manuel” consigliatole da un’amica. Preso appuntamento con il “manager” la ragazza si era recata da lui con la macchina fotografica per realizzare il book di foto hard da inserire negli annunci sui siti dedicati. Dopo aver messo l’annuncio, Manuel gestiva anche i contatti: era lui che chiamava la ragazza e concordava i luoghi d’incontro per il pagamento dei servizi prestati.
Rintracciate attraverso le indagini anche altre sette ragazze che si prostituivano in alcune case private. Anche loro erano “gestite” da Manuel. Il cerchio si è così stretto intorno all’uomo. La sua abitazione è stata perquisita e nella camera da letto gli investigatori hanno rinvenuto molto materiale usato per l’attività “manageriale”: pen-drive dove erano memorizzati gli elenchi contenenti foto e i trafiletti pubblicitari delle ragazze. L’uomo è ora agli arresti domiciliari per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.


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