Il Consiglio comunale sfiora la rissa. Ma è solo uno sfottò post derby

Il gioco di Affaritaliani ha avuto la sua degna conclusione: testimonianza fotografica della scommessa onorata e tifo da stadio per i biancazzurri. Federico Rocca, lo sconfitto, ingoia il rospo a testa alta e Maurizio Policastro si spertica in manifestazioni di giubilo. L’assemblea consiliare si anima per Lazio-Roma

Martedì, 18 ottobre 2011 - 10:14:11


di Enrica Murru

Il derby in aula Giulio Cesare si gioca – anche – alle 16 del lunedì post vittoria. La Lazio ha vinto con fatica al novantatreesimo minuto, ma qui qualcuno, incassato il successo della squadra del cuore, esige “soddisfazione”: si deve ancora “pagare” la sconfitta. Maurizio Policastro, il vittorioso consigliere Pd laziale, gongola soddisfatto sventolando la sciarpetta, supportato dal consigliere de La Destra Dario Rossin, impagabile nell’inneggiare alla vittoria, e da Fernando Aiuti, che si presta alla foto con tanto di titolone del Messaggero “Lazio, è un sogno”.

Aiuti PolicastroFernando Aiuti, Maurizio PolicastroGuarda la gallery

Al primo agitar di sciarpa l’aula si infiamma: giù sfottò dei consiglieri romanisti alla volta di Maurizio Policastro, il fiero agitatore laziale. A chi gli dice “Dopo che ne avete persi cinque di seguito ancora festeggiate” il laziale risponde per le rime “Sì ma voi l’altr’anno per sei mesi non ne avete vinta nemmeno una”. Botta e risposta in cui a gamba tesa si inserisce il consigliere Cochi, altro pasionario del calcio, di fede laziale, che palleggia da una sponda all'altra delle fazioni in campo, e per dieci minuti buoni è tutto un rimbalzare di battute da “Bar Sport”.
Con la scusa del caldo, il pidiellino romanista Rocca, che per scommessa dovrebbe indossare il “vessillo” laziale, la sciarpa “Forza Lazio”, si limita a posare per la foto e leva presto ogni accessorio biancazzurro: così la scommessa è onorata, si fa per dire, e la dignità di tifoso non troppo compromessa. Del resto per non rischiare di “mischiarsi” troppo con gli stemmi avversari, il consigliere indossava fiero una cravatta con tanto di gagliardetto della A.S. Roma.
Tutto intorno l’aula Giulio Cesare si infervora sul tema calcio: mentre il presidente Pomarici ripete estenuanti appelli ai consiglieri, le “curve” del Consiglio fanno capannello intorno ai due protagonisti del gioco di Affaritaliani.
Il tentativo di riportare all’ordine il Consiglio, non sortisce molti effetti, e si arriva persino a simulare un “furto” di sciarpa con finta “scazzottata” ad opera di un guascone del Pdl.
Poi arriva il momento della serietà: anche se la seduta scorre tutt’altro che tranquilla, in preda ad un numero legale che si fa attendere per oltre un’ora e richiede quattro appelli, alla fine dei quali si arriva a quota trentacinque presenze e l'assemblea, la quinta dedicata all’aumento delle tariffe dei taxi dopo la pausa estiva, può cominciare.

 

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