Colosseo, la replica di Tod's: "Già depositati 10 milioni per l'inizio dei lavori"
Mentre si attende l'inizio dei lavori di restauro, previsto per la primavera, il Codacons dà battaglia al commissario delegato. E chiama a decidere della questione il garante della concorrenza. Pronta la risposta di Tod's:"Il commissario è stato corretto, e noi non faremo pubblicità sul monumento". E pure Alemanno annota: "Quella dell'Antitrust è solo un'osservazione. Basta coi ricorsi che rallentano i lavori"
Il Colosseo, e con esso i lavori di restauro che dovrebbero interessarlo a breve, non ha pace. Mentre infatti nei prossimi giorni si attende la decisione del tribunale amministrativo, chiamato dal Codacons a entrare nel merito dell'ammissibilità dell'assegnazione del bando a Tod's, anche l'Antitrust si pronuncia sulla questione della sponsorizzazione, ponendo una brusca battuta d'arresto alla faccenda.
Non si sono fatte attendere le dichiarazioni in merito del gruppo Tod's, che ha tenuto a ribadire come, "Pur essendo del tutto estraneo alla vicenda" e nonostante ad esso non sia stato mosso "alcun rilievo": "Il comportamento del commissario è stato di assoluta chiarezza e correttezza; il supposto sfruttamento commerciale è un fatto che non sussiste e assolutamente contrario allo spirito dell'iniziativa - come del resto ribadito in una lettera del 4 aprile 2011 - ; il gruppo ha già depositato una fideiussione di dieci milioni di euro per finanziare una prima tranche dei lavori di restauro".
Erano gli inizi di novembre, e poco dopo l'uscita della notizia che spostava alla primavera 2012 l'inizio dei lavori di restauro dell'anfiteatro Flavio, era arrivato secco l'annuncio dell'associaizone dei consumatori che prometteva di ricorrere al Tar contro il Commissario Delegato per l'individuzione dello sponsor. L'atto era solo la seconda mossa della battaglia dell'associazione dei cittadini, che si era già rivolta all'Antitrust.
E nelle ultime ore l'autorità garante per la concorrenza, come segnalato il Codacons, "Ci ha dato ragione ed evidenziato una serie di distorsioni all’interno dell’accordo che affida i lavori di restauro del Colosseo al gruppo Tod’s”.

Scrive l’Antitrust nella segnalazione inviata al Commissario delegato per la realizzazione degli interventi urgenti nelle aree archeologiche di Roma e Ostia Antica, Roberto Cecchi: “L’avviso ha ad oggetto il reperimento di sponsor per il finanziamento e la realizzazione degli interventi sul Colosseo. Ciò comporta che lo sponsor si debba assumere la responsabilità del completamento dell’attività di progettazione e direzione dei lavori, il coordinamento della sicurezza, l’appalto a terzi o l’esecuzione diretta dei lavori, anche mediante imprese esecutrici dei lavori. L’accordo con la Tod's invece, prevede il mero finanziamento dell’opera, che si risolve nella semplice messa a disposizione di una somma di denaro, a fronte della possibilità di avvalersi dei diritti di sfruttamento dell’immagine del Colosseo. […]. L’accordo prevede una durata del periodo di sfruttamento dei diritti ben superiore ai limiti introdotti dall’Avviso, pari a due anni oltre il termine di conclusione dei lavori in favore di Tod’s e a 15 anni in favore dell’Associazione che deve essere istituita da Tod’s ai sensi dell’art. 4 dell’Accordo. […] La scelta di optare successivamente per una procedura negoziata, svoltasi interpellando un numero molto limitato di soggetti, appare come una indebita restrizione del confronto concorrenziale che avrebbe potenzialmente potuto portare l’amministrazione appaltante a beneficiare di un’offerta più vantaggiosa. […] L’ampiezza applicativa a cui un simile contratto può andare incontro richiede pertanto che l’amministrazione appaltante dia la più ampia pubblicità alla possibilità di fare ricorso a tale rapporto, anche al fine di non vanificare il richiamo ai principi comunitari di trasparenza, par condicio e tutela della concorrenza. Non pare rispondere a tale criterio il ricorso – all’indomani della gara – ad una procedura negoziata, condotta interpellando un numero di soggetti estremamente limitato, senza aver dato adeguata pubblicità alla possibilità di fare ricorso alla mera sponsorizzazione finanziaria, ed al fatto che gli oneri posti a carico dell’eventuale sponsor erano stati sostanzialmente ridimensionati. […] Ulteriori rilievi vanno infine mossi per quanto riguarda i tempi ristretti entro cui si è svolta la trattativa privata con i soggetti interessati: una volta ricevuta la proposta del gruppo Tod’s, l’amministrazione appaltante ha infatti assegnato agli altri soggetti interessati un termine inferiore a 48 ore per la presentazione delle offerte; una scadenza così imminente è inadeguata a consentire l’esperimento di una effettiva competizione tra i soggetti convocati, risultando addirittura in una esclusione degli stessi”.
"Ora il Commissario Delegato – dichiara il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – dovrà illustrare entro 60 giorni all’Antitrust le iniziative adottate in relazione alle problematiche evidenziate dall’Autorità. E sull’affidamento della sponsorizzazione del Colosseo al gruppo Tod’s pesa anche la scure di un ricorso al Tar del Lazio presentato dal Codacons, sul quale si pronuncerà a breve il Tribunale Amministrativo".
Pronte le precisazioni del sindaco Alemanno che, sulle polemiche attorno al bando per il restauro del Colosseo sollevate dal Codacons, rimarca: "l'Antitrust ha fatto solo un'osservazione, non è un'indicazione di carattere cogente". Secondo il sindaco, "quello che stupisce e sconcerta è l'insistenza con cui si sta cercando di far ritardare o addirittura saltare gli appalti per il restauro del Colosseo. Non ci si può lamentare se poi avvengono incidenti o ci sono danneggiamenti del monumento se nel momento in cui c'è una opera di restauro che sta per partire si cerca in tutti i modi di ostacolarla. Faccio appello alla responsabilità a tutte le realtà associative perchè dobbiamo assolutamente avviare il prima possibile i lavori di restauro del Colosseo. Non credo sia opportuno continuare questa guerra, è ora di finirla con i ricorsi che non fanno che rinviare i lavori di restauro".
Alemanno ha, infine, tenuto a sottolineare che "nel bando ci possono essere anche delle imperfezioni di carattere formale, ma il fatto che siano stati messi a disposizione 25 milioni di risorse private da destinare al restauro del monumento mi sembra un fatto importante che deve poter andare avanti".


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