I bamboccioni e la tv italiana
di Valeria Luzi
Se gli italiani sono mammoni, gli americani, invece, rimangono bamboccioni tutta la vita senza nemmeno l’ausilio di mammà. Infatti, crescere non significa necessariamente diventare adulti, come recita il sottotitolo dell’ultimo film scritto, prodotto e interpretato da Adam Sandler “Un week-end da bamboccioni” (regia di Dennis Dugan), commedia corale con 18 attori principali, in cui si racconta la storia di cinque amici, vecchi compagni di squadra, che si riuniscono dopo 30 anni, in occasione del funerale dell’allenatore di basket della loro infanzia. Con le mogli e i figli, i cinque “bamboccioni”, trascorrono insieme il week end del 4 luglio nella casa sul lago dove anni prima avevano festeggiato la vittoria della squadra. Ognuno di loro, ha fatto percorsi di vita differenti, ma il trascorrere degli anni oltre a non farli maturare, in alcuni casi, ha inasprito i loro difetti e di sicuro li ha fatti allontanare dalle loro radici e soprattutto dai valori familiari. Infatti, durante il film al quale Affaritaliani ha assistito in anteprima, tra battute e situazioni più o meno esilaranti, i protagonisti si rituffano nelle atmosfere del passato per cercare di recuperare il tempo perduto.
Durante tutti i 100 minuti, la lotta tra originalità e luoghi comuni è davvero ardua e alla fine il risultato è un pareggio in cui Sandler vince sempre e comunque per la sua spiccata sensibilità comica. Nulla è lasciato al caso. Né il fatto che i “bamboccioni” in questione siano di religione cattolica, né il fatto di ambientare il film durante il week end del 4 luglio, festa dell’indipendenza statunitense. Infatti, nella cultura americana, se di cultura si può parlare, il valore della patria è strettamente connesso a quello della famiglia e delle tradizioni. Quindi, mentre sventola la bandiera a stelle e strisce, tutto il film è pieno zeppo di battute che solo gli americani possono capire fino in fondo, lo sport all’origine di tutto è il basket, sport nazionale americano e Adam Sandler è un agente di Hollywood, prodotto tipico d’oltreoceano. L’Italia, invece, menzionata in un paio di battute, appare la patria solo dell’apparenza della moda e della tv spazzatura con le donne nude. Si nota la perfetta sintonia tra i cinque protagonisti “bamboccioni” Adam Sandler, Ken James, Chris Rock, David Spade e Rob Schneider, amici veri anche nella reatà si da quando, venti anni fa’, hanno iniziato a calcare il palco del “Saturday Night Live”. Addirittura l’instancabile Sandler, ha veramente organizzato, prima delle riprese del film, un week end sul lago con tutte le famiglie degli attori principali per creare l’atmosfera giusta.
Alla fine, la morale retorica del film è che non bisogna avere paura di crescere perché il meglio della vita viene andando avanti con gli anni. E Salma Hayek (moglie di Sandler nel film) ne è la dimostrazione, essendo addirittura più sexy di quando aveva vent’anni, ora che ne ha quarantaquattro.



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