I viaggi infernali dei pendolari laziali. Maglia nera per la tratta Viterbo - Roma
Legambiente presenta il rapporto Pendolaria 2011: a vincere il Trofeo Caronte è la ferrovia che dalla Città dei Papi arriva alla Capitale. Seguono a breve distanza la Tivoli-Roma e la Nettuno-Roma. Non va meglio nei trasporti su gomma: qui al primo posto giunge la tratta Rieti-Roma, che sconta il prezzo di pensiline al freddo colme di rifiuti e orari di passaggio tramandati "per via orale". IL RAPPORTO IN PDF
di Enrica Murru

“Vuolsi così colà dove si puote / ciò che si vuole, e più non dimandare”, è l’espressione di dantesca memoria che nell’Inferno è riferita da Virgilio a Caronte, il traghettatore delle anime nell’Ade. Al personaggio mitologico - e all’inoppugnabilità di certe decisioni prese nelle stanze dei bottoni - si rifà il “Trofeo Caronte” che Legambiente Lazio dedica alla situazione del trasporto pubblico regionale.
Il premio, secondo il rapporto “Pendolaria”, va quest’anno alla ferrovia Roma-Viterbo (Fr3), prima in quanto a disservizi, come denunciato dai pendolari laziali. La tratta, distintasi per le peggiori performance di viaggio in base ai racconti dei viaggiatori, è risultata spesso “sovraffollata e con corse in continua soppressione, senza annunci o indicazioni”.
A seguire la Tivoli-Roma Termini (Fr2), con “corse rare e intralciate dai lavori alla Stazione Tiburtina” e la Nettuno-Roma Termini (Fr8), con “pochi convogli e in più sporchi e attese interminabili in stazioni abbandonate, dove trovare un cartellone con gli orari è impresa titanica e una volta saliti, l'aria condizionata fa piovere addosso ai passeggeri”. Ma ci sono anche i treni che, per insufficienza di binari, vengono "attestati ad altri materiali", costringendo a lunghi tratti a piedi i pendolari della Velletri-Roma Termini (Fr4), i convogli con vetture scadenti e maleodoranti della Civitavecchia-Roma Terimini (Fr5), le porte rotte a causa delle carrozze gelate e addirittura allagate sulla Cassino-Roma Termini (Fr6), e poi l'arredo arrangiato dei treni della Formia-Roma Termini (Fr7), con carrozze in costante diminuzione, sovraffollamento e condizioni igieniche scarse.
E se a bordo la situazione è indecente, evidenzia il rapporto Pendolaria, non va meglio “a terra”: risultano infatti in pessimo stato molte delle stazioni o delle banchine di attesa dei mezzi; le grandi stazioni, seppur più efficienti, risultano sporche e degradate, le piccole, invece, sembrano spazi dimenticati senza personale, e ascensori guasti.
Ma va forse peggio per le tratte del Cotral monitorate da Legambiente: il podio del Trofeo Caronte è assegnato alla tratta Rieti - Roma, con pensiline al freddo e ricolme di rifiuti, orari di passaggio tramandati per tradizione orale, mezzi “impantanati” nel traffico urbano, fermate a centinaia di metri da stazioni delle Ferrovie dello Stato e mancanza di sicurezza per le persone che attraversano sulle strisce alle fermate.
Legambiente si rivolge perciò a Babbo Natale, con cartoline e letterine che i pendolari hanno consegnato a un bonario omaccione alla stazione Termini.
La situazione sembra però destinata a peggiorare, visto che, fa notare l’associazione, “Nell'ultima finanziaria regionale i minori trasferimenti da parte del Governo portano la Regione Lazio a una riduzione netta delle risorse destinate ai trasporti. Per Cotral è previsto un taglio dell'11%, da 233 milioni a 208, per l'Atac da 305 milioni a 188, per le ferrovie ex concesse, da 94 a 84 milioni, mentre si salva per ora il trasporto pubblico locale nei piccoli Comuni, dove per quest'anno non verranno effettuati i previsti tagli di 70 milioni”.
“Tutto ancora da valutare l'impatto sui treni – evidenzia ancora Legambiente - dove è praticamente certo un aumento delle tariffe, ma si rischia anche un taglio dei servizi. La copertura di una parte dei mancati trasferimenti governativi, in questo caso, dovrebbe arrivare dall'aumento di poco più di due centesimi e mezzo per litro previsto da una nuova imposta regionale sulla benzina per autotrazione, al quale si aggiunge un bollo auto più caro del 10% per i cittadini del Lazio, ma non è certa la destinazione di queste entrate, come non è certo che siano sufficienti a coprire i costi”.
E tutto questo proprio mentre, fa notare Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente: “Cresce chi si serve dei mezzi pubblici. Tagli e aumenti sono impensabili, bisogna mettere mano alla qualità dei binari, delle stazioni, dei treni, dei mezzi. I trasporti regionali soffrono da troppo tempo la mancanza di investimenti adeguati e non è questo il settore dove andare a tagliare nella finanziaria regionale, sarebbe una beffa far pagare la crisi alle centinaia di migliaia di persone che ogni giorno si affidano ai mezzi pubblici per gli spostamenti.”
Infatti, si legge ancora nel rapporto Pendolaria, “Gli stanziamenti aggiuntivi per servizio su ferro nel 2011 sono di soli 33,6 milioni di Euro, che sommati ai 14,8 milioni di investimenti per il materiale rotabile, arrivano a una piccola percentuale dello 0,19% del bilancio regionale, ben lontani da quell'1% propagandato dalla Polverini durante la campagna elettorale, che ora rischia un serio decremento. Un dato del tutto insufficiente per una regione come il Lazio, seconda solo alla Lombardia per numero di viaggiatori al giorno sulle ferrovie, pari a 540.000 (solo ferrovie Trenitalia ed ex concesse)”.
Ancora peggio va con la situazione delle stazioni, “quasi tutte prese in carico dalla Regione Lazio, che poi ha cancellato i fondi europei per riqualificarle”, come annota la direttrice di Legambiente Cristiana Avenali.
Il che non fa che estremizzare la guerra fra ferrovie e strade, secondo l’associazione in pieno svolgimento: “Solo nel periodo 2003-2011, nel Lazio contro i 50 milioni destinati alle ferrovie, sono stati destinati alle strade quasi 700 milioni (e 219 alle metropolitane), in percentuale si tratta di un risicato 5,2% contro il 72% delle risorse per le strade. E anche sul fronte delle penali nei confronti dei gestori del servizio si potrebbe fare di più: nel Lazio, nel 2011 sono oltre 14 milioni, cifra tra le più alte in Italia (dopo Lombardia ed Emilia Romagna), soldi che sono stati reimpiegati per lo più nei servizi aggiuntivi.
Leggi il rapporto Pendolaria 2011 di Legambiente Lazio


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