I "forconi" puntano su Roma. E' Renata il motivo della protesta
La Governatrice del Lazio accolta a Latina da cori, striscioni e insulti: “Parassiti, la rivoluzione sta iniziando... Faremo come in Sicilia, bloccheremo tutte le strade con i nostri trattori”. E si annunciano la marcia verso la Capitale. La protesta è del movimento Dignità sociale, che raccoglie lavoratori delle campagne e autotrasportatori
Gli Stati Generali del Turismo diventano un boomerang per la presidente: presentato un esposto ai carabinieri per lo sperpero di denaro pubblico: per fare numero sono portati in pullman ad assistere all'assemblea 500 studenti “prelevati” dalle scuole della zona
di Laura Pesino
LATINA - La scuola rimessa a nuovo per l'occasione, i manifesti della Regione affissi lungo il perimetro del cortile, la classe politica tutta schierata sul palco dell'aula magna. Tutto organizzato in grande stile per gli Stati generali del turismo, che la Regione Lazio ha voluto portare nel capoluogo pontino, nella sede dell'istituto agrario San Benedetto. Peccato che l'evento, preceduto dal fuoco di fila di accuse lanciate dal presidente della Provincia Armando Cusani e dal collega di Frosinone Antonello Iannarilli, sia iniziato anche peggio, tra manifesti di protesta, striscioni e cori. Oltre al danno dei rapporti istituzionali ormai incrinati tra Regione e Provincia di Latina, la beffa degli insulti, quelli veri, che hanno accolto l'arrivo della presidente della Regione Lazio e dei politici invitati all'evento.
“Parassiti, ora inizia la rivoluzione”. E ancora: “Faremo come in Sicilia”. La dichiarazione di guerra arriva da decine di agricoltori pontini dei Cra, i comitati agricoli riuniti, e dal movimento “Dignità sociale”, che hanno presidiato l'ingresso dell'istituto e accolto con cori di protesta e striscioni l'arrivo delle auto blu dei politici romani. Promettono di portare anche nel Lazio la rabbia del movimento siciliano dei Forconi. E non risparmiano nessuno, dalla politica ai sindacati dell'agricoltura. “Ci stanno distruggendo il futuro – dicono i manifestanti guidati dal leader dei Cra Danilo Calvani – ci prendono in giro. La crisi è devastante. La rovina di questo Paese è la classe dirigente: sono tutti corrotti”. Poi l'annuncio: “Faremo come in Sicilia, bloccheremo tutte le strade con i nostri trattori”. Lo assicura Antonio Pappalardo, fondatore del movimento Dignità sociale, che riunisce agricoltori e autotrasportatori. L'idea è quella di riunire le categorie del Lazio e procedere verso la Capitale, bloccando i rifornimenti di carburante e le scorte alimentari, i trasporti e le strade verso Roma.

Le prove generali di una protesta annunciata sono state proprio in occasione degli Stati generali del turismo. Dopo aver rovinato la festa ai politici della Regione, i due movimenti hanno fatto anche di più, spingendosi a presentare un esposto ai carabinieri per spreco di denaro pubblico. Il caso riguarda i 500 studenti che con pullman privati sono stati spediti da altre zone del Lazio a seguire il convegno sul turismo all'istituto agrario di Latina, mentre quelli del San Benedetto rimanevano in classe.
La politica però guarda imbarazzata e passa oltre. E sul palco, tra gli annunci di rilancio e le promesse di sostegno al settore del turismo, la Polverini trova spazio per rinvigorire lo scontro con la Provincia e il suo presidente Armando Cusani. La replica più che un discorso è un ammonimento: “I cittadini non meritano questo – dice la presidente – Credo che di fronte a un'iniziativa importante come questa era necessaria la partecipazione di tutti e non erano necessarie le polemiche. Ricordo di non aver ricevuto nessuna telefonata quando Roma ha scelto di candidarsi alle Olimpiadi 2020 da parte di chi ha a cuore questo territorio ed io a queste cose faccio caso. Sono stata l'unica – ha aggiunto – ad essersi schierata al fianco delle province perché riconosco che il loro ruolo è strategico, soprattutto nel nostro territorio. Ciò che sta accadendo in questi giorni non aiuta. Se gli enti di secondo livello sono utili si devono mettere al servizio senza fare polemiche”. Ma sulle puntuali accuse mosse da Cusani, proprio sul terreno delle politiche regionali sul turismo, è sceso il silenzio.


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