I conti non tornano. E si spaccia per arrotondare
Un’intera famiglia nel quartiere Aurelio gestiva un traffico di stupefacenti. Madre e padre, ma anche la figlia 24enne. Sacchi di cocaina nascosti nel bucato in giardino
Uno strano via vai di tossicodipendenti intorno al residence “Val Cannuta” nel quartiere Aurelio. E’ stato questo movimento a mettere sull’avviso gli agenti del reparto volanti della Questura.
Dopo qualche giorno di appostamenti i poliziotti hanno pensato che un’abitazione ospitata nell’edificio potesse essere una base per lo spaccio. Così le forze dell’ordine hanno deciso di effettuare un controllo all’interno. Suonato il campanello, pur avendo avvertito dei rumori, non hanno ricevuto risposta.
Così alcuni agenti hanno ispezionato il perimetro dell’edificio alla ricerca di passaggi secondari dai quali gli spacciatori potessero fuggire. Hanno visto quindi una giovane donna uscire dall’appartamento e nascondere fra il bucato steso due sacchi. A quel punto i “complici”, certi di essere al riparo, hanno aperto alla polizia.
Una volta dentro gli agenti hanno effettuato una perquisizione, trovando sul retro i due sacchi nascosti dalla ragazza, contenenti 25 grammi di cocaina e le sostanze necessarie alla miscelazione e al taglio e delle dosi di hashish.
In casa poi sono state rinvenute alcune centinaia di euro e un bilancino di precisione.
La banda di spacciatori arrestata, composta da I.C.T., I.N. e C.C., rispettivamente di 56, 55 e 24 anni, è una famiglia: madre, padre e figlia. Arrestati, restano in attesa di giudizio.


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