Moto Gp al Gra
Di Michele Meta
Quando si parla di sicurezza stradale e di riforma del codice le improvvisazioni sono assolutamente dannose e, per quanto riguarda l'ipotesi di aprire le corsie di emergenza del Gra ai motociclisti, particolarmente controproducenti per l'effetto annuncio e l'emotività che ne consegue.
Consentire in via sperimentale ai motociclisti di percorrere le corsie preferenziali riservate ai mezzi pubblici della Capitale è cosa ben diversa dall'offrire la stessa opportunità per le corsie di emergenza di autostrade e raccordi come il Gra, dedicate invece alla sosta di veicoli in difficoltà piuttosto che al passaggio dei mezzi di soccorso. Si tratta di una differenza profondamente evidente per chi si occupa di sicurezza stradale - sottolinea Meta - per gli stessi automobilisti e motociclisti i quali sanno bene che la guida sulle corsie di emergenza rientra tra i comportamenti scorretti e pericolosi, con evidenti rischi per chi è magari costretto a spericolati zig zag per evitare magari i mezzi in sosta di emergenza.
Non è trascorso neanche un anno dalle modifiche al codice della strada approvate in Parlamento in maniera bipartisan grazie ad un prezioso lavoro di tutte le forze politiche, che tengono nel giusto equilibrio la formazione, la prevenzione e la repressione dei comportamenti di guida scorretti. Non è quindi il caso di aprire oggi, a mezzo stampa, una discussione su ipotesi particolarmente delicate come quella di consentire ai motociclisti l'utilizzo delle corsie di emergenza autostradali, assecondando coså l'aumento del traffico veicolare che congestione sempre più la Capitale. Quando invece sarebbe molto più utile potenziare il trasporto pubblico locale, in particolare su ferro, per migliorare la mobilità e combattere l'incidentalità stradale con alternative concrete e sostenibili.



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