Goletta Verde nel Lazio: al via la quinta campagna regionale di Legambiente

Parte “Goletta Verde nel Lazio”, quinta edizione della campagna regionale di Legambiente Lazio: “Trovare soluzioni alternative ai dannosi “pennelli” antierosione e no a un milione di metri cubi di nuovo cemento per il waterfront del mare di Roma”. Si parte da Ostia. Prossime tappe Fiumicino, Civitavecchia, Anzio, S.Felice Circeo, Gaeta e Ventotene

Martedì, 27 settembre 2011 - 17:15:24


Salpa dalle sponde di Ostia la “Goletta Verde nel Lazio”, la campagna regionale di Legambiente Lazio, realizzata con il contributo dell'Assessorato all'Ambiente e Sviluppo Sostenibile della Regione. Molti i temi al centro di questa quinta edizione: “pennelli” anti-erosione, parchi, spiagge libere, qualità dell'acqua, divieti di balneazione e rischi idrogeologici, waterfront e fumi delle navi. Sulla Goletta tante attività vedranno coinvolte soprattutto le scuole.  
A commento di questa edizione la direttrice di Legambiente Lazio, Cristiana Avenali, ha detto “Ripartiamo nel Lazio con una nuova campagna regionale della Goletta Verde, per continuare ad occuparci del nostro mare anche al di fuori dalla stagione balneare, quando troppi se ne dimenticano. Non bisogna mai abbassare la guardia, i 360 chilometri di costa della nostra regione vanno tutelati dall'abusivismo e da progetti faraonici, diffondendo tra i cittadini sensibilità e amore verso l'ambiente marino, è l'unica strada per dare un futuro al nostro mare. Per questo, lanciamo un allarme sui cosiddetti pennelli antierosione, vere e proprie barriere che impediscono i movimenti naturali della sabbia, creando più danni che benefici, come si è già verificato per decenni in altre regioni italiane ed è certificato da diversi studi universitari. Chiediamo alla Regione Lazio di bloccare i progetti e aprire un serio confronto, per cercare soluzioni alternative di minore impatto.”  
Dopo aver ottenuto che ad Anzio venissero stoppati i lavori che sarebbero iniziati tralasciando la valutazione sull’impatto ambientale, Legambiente è preoccupata dai nuovi progetti che interesserebbero tutta la costa laziale, con una spesa di 26 milioni di euro, per barriere di cemento praticamente ovunque da Minturno a Fondi, Latina, Formia, Terracina, Pomezia, Ladispoli, Nettuno e nella stessa Ostia, tutte località dove le spiagge arretrano costantemente, sia per il mancato apporto di sabbia dai mari che per un evidente cambiamento climatico già in atto.
I “pennelli” e le “dighe soffolte”, come denunciato dagli studi sul tema, provocano uno squilibrio di livelli sabbiosi tra la zona protetta verso riva e la zona non protetta verso il largo, impediscono il ricambio idrico creando zone di acqua stagnante, non permettono la navigazione a piccoli natanti e mezzi di soccorso e limitano la visuale verso il mare aperto.
Nella tappa di lancio, l'attenzione di Legambiente si è concentrata anche sul mare della Capitale, per il waterfront il sindaco Alemanno ha presentato un progetto di un milione di metri cubi di cemento, che, secondo Legambiente, interesserebbero le aree libere, in questo caso quelle verdi della seconda fascia oltre il mare, e riempirle con centri commerciali, case, impianti vari.
Il presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati, sul progetto per Ostia ha dichiarato: “Il mare di Roma ha certamente bisogno di un progetto, ma Ostia non è Dubai, con le sue torri albergo, e nemmeno Santa Monica, con le sue mega onde per i surfisti. Stop al milione di metri cubi di nuovo inutile e dannoso cemento sulle aree verdi del lungomare, pensato da Alemanno nel chiuso delle stanze del Campidoglio senza i cittadini, sì alla liberazione del litorale da muri e cancelli. E' chiaro il senso cementizio dell'intervento proposto, ben interpretato dall'Assessore Corsini che ha affermato con tranquillità di aver fatto uno 'studio approfondito di carattere edilizio che ora dev’essere tradotto in un provvedimento di densificazione' e in una 'variante urbanistica'. E' ridicolo e assurdo, il futuro del mare della Capitale non può ricalcare lo sviluppo del litorale adriatico di 40 anni fa. Bisogna invece eliminare i muraglioni degli stabilimenti balneari che hanno trasformato il centro di Ostia in un “lungomuro” e ridisegnare il lungomare per far riacquistare alla città il respiro verso l'acqua eliminando cabine e recinzioni, si deve puntare sulla valorizzazione delle aree archeologiche, delle dune di Capocotta, sulla Riserva del litorale e sull'unica area marina protetta vicina a Roma come le Secche di Tor Paterno.”
Dopo la tappa di Ostia, il veliero “Catholica” toccherà nelle prossime quattro settimane le sponde di Fiumicino il 29 settembre e Civitavecchia il 2 ottobre, poi arriverà ad Anzio l'8 ottobre, a S.Felice del Circeo il 14 ottobre, a Gaeta il 16 ottobre e concluderà il suo viaggio nella splendida isola di Ventotene. Un mese di iniziative durante il quale cittadini, amministrazioni, imprese e scuole saranno coinvolti in blitz, incontri con le istituzioni, dossier e proposte.

 

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