Taxi, verso il paralisi nazionale, gli irriducibili al Circo Massimo
In duecento si sono comunque dati appuntamento in attesa dell'inizio del confronto col governo: Il “duro e puro” Pietro Marinelli (Ugl) avverte Monti: “Chi semina vento raccoglie tempesta”, e invita a non creare problemi alla città. E sull'ingresso dei privati: “Destabilizzano il piano economico nazionale”
"Il nostro futuro non si tocca": è lo slogan del presidio dei tassisti al Circo Massimo, cui hanno partecipato circa in 200 contro le liberalizzazioni, organizzato, tra gli altri, da Cgil, Cisl, Ugl, nonostante l'annuncio del governo di un tavolo di confronto con i rappresentanti del settore.

"Abbiamo voluto comunque fare il presidio per rispetto verso tutti i colleghi che ormai si stavano già muovendo verso Roma da tutta l'Italia per partecipare alla protesta", dice un rappresentate della Cisal, Claudio Gianandrea che continua: "Pensiamo che applicare le liberalizzazioni a un settore dove esiste l'obbligo di una tariffa amministrata, stabilita da un ente terzo che è il Comune, sia ridicolo. Oltretutto le politiche di liberalizzazione che ci sono state in Europa nel settore taxi, hanno prodotto degli incrementi tariffari".
Alla protesta anche Pietro Marinelli dell'Ugl: "Abbiamo invitato alla calma i partecipanti, non vogliamo creare problemi né alla città né alla popolazione. Ma vorrei ricordare al governo Monti, nel caso la sua politica di liberalizzazioni vada avanti, che chi, semina vento raccoglie tempesta. Pensiamo che alcune forme di liberalizzazione non siano confacenti alla struttura del Paese e non siano utili per il rilancio dell'economia nazionale. Si stanno inserendo elementi privati che tendono a destabilizzare il piano economico nazionale, che vogliono prendere spazi di mercato delle piccole e medie imprese che costituiscono l'ossatura democratica di questo Paese”.


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