Preso il boss del Trullo. Ferì alla gamba per vendetta
Si era macchiato di una colpa agli occhi del boss di quartiere: per questo qualche tempo fa un uomo di 33 anni era stato ferito al Trullo. Arrestato in Calabria il boss colpevole della gambizzazione
Arrestato per l'accusa di tentato omicidio l'uomo che lo scorso 19 settembre a Roma ha gambizzato un giovane pregiudicato romano di 33 anni, ferito in seguito a una lite in un bar. Dopo essere stato gambizzato, il 33enne era fuggito sulla sua auto arrivando fino a via Portuense, dove si era fermato per chiamare la polizia. A quel punto erano scattate le indagini, partite proprio dal bar della lite, il cui proprietario, Vincenzo Bilotta si era da subito reso irreperibile, disfacendosi dei cellulari e rifugiandosi in Calabria.
Fino a quanto, in serata, è stato arrestato. Bilotta era considerato il boss del Trullo, la zona dove è avvenuta la gambizzazione. L'uomo, fermato in provincia di Cosenza, aveva legami con la 'ndrangheta, mantenuti pur vivendo a Roma da trent’anni. Gli agenti della Mobile, guidata da Vittorio Rizzi, hanno arrestato l'uomo dopo dieci giorni di latitanza. Bloccato in un ristorante a Trebisacce, in provincia di Cosenza, mentre mangiava pesce in compagnia di tre amici.
“L'arresto di Bilotta è un risultato molto positivo - ha commentato il capo della mobile Vittorio Rizzi - È stato un lavoro complesso, svolto in collaborazione con la polizia scientifica attraverso mezzi molto sofisticati. Bilotta, che ha diversi precedenti, è un personaggio di spicco della criminalità al Trullo e finora ha avuto un ruolo predominante nel quartiere, dove tra l'altro ha diverse proprietà e gestisce diverse attività, anche se risulta nullatenente. Poi ci sono i legami con la Calabria”.
Bilotta, che ha diversi precedenti, era stato già in passato destinatario di alcune misure cautelari per associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico. Nel corso delle indagini gli agenti della squadra mobile hanno perquisito una tenuta con piscina controllata da un sistema di telecamere, che si presume sia di proprietà del boss.


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