Free press: è guerra a colpi di ricorsi

Inside. Appena pubblicato il bando per la concessione della distribuzione nelle metropolitane e nelle ferrovie concesse, è già guerra a colpi di chiarimenti tra i big dell'editoria free. Azzurra Caltagirone ricorre al Tar per chiedere l'annullamento della gara. Col nuovo capitolato il Comune ha chiesto più soldi e il raddoppio degli spazi informativi per Roma Capitale e per i trasporti. Le pressioni per rivedere l'onere degli investimenti. L'istituzionale va in prima pagina

Giovedì, 15 dicembre 2011 - 10:48:24


di Fabio Carosi

Meno carta più on line, ma non se si tratta di free press. E a Roma è battaglia tra giganti dell'editoria “light” per assicurarsi la rendita di posizione costituita dal quel formidabile canale di distribuzione che è rappresentato dalle metropolitane.

Per quei sette-ottocentomila potenziali lettori che ogni giorno entrano nelle caotiche e iper affollate linee della metropolitana è una battaglia senza esclusione di colpi. Il Comune ci ha provato a fissare una serie di regole ferree, dando mandato all'Agenzia per la Mobilità di costruire un capitolato d'appalto ex novo ma è bastato pubblicare il bando per sollevare le ire, soprattutto degli uffici legali.
Protagonisti della guerra romana, il gruppo editoriale che fa capo all'imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone con il quotidiano Leggo, l'edizione italiana di Metro gestita dai fratelli Farina e City, il gigante free targato Rizzoli-Corriere della Sera.

Dopo una prima gara, il Comune ha deciso di tornare indietro e di costruire un nuovo capitolato. Se è vero, infatti, che per l'editoria cartacea, la distribuzione significa la sopravvivenza, è altrettanto vero che in tempi di “vacche anoressiche” avere spazi per la comunicazione istituzionale è un'occasione d'oro. Così il 4 dicembre scorso l'Agenzia per la Mobilità ha rilasciato il nuovo bando. Tempo pochi giorni e si è scatenato l'inferno. Sul capitolato sono piovuti una serie di richieste di chiarimenti (tecnicamente quesiti) culminati all'inizio della settimana con il ricorso al Tar presentato dal Gruppo editoriale Caltagirone.

 

Francesco Gaetano Caltagirone


Voci di corridoio avevano già sussurrato che Azzurra Caltagirone, amministratore delegato di Leggo Spa, ma anche “peso da 90” nel board di Audipress e della Federazione editori giornali con delega, guarda caso, ai problemi economici e legislativi, avesse rappresentato il suo dissenso direttamente al sindaco, sull'architettura del capitolato. Una telefonata di fuoco – dicono i bene informati – durante la quale avrebbe lamentato con toni accesi l'eccessiva onerosità per il vincitore e una serie di condizioni che rendevano lo svolgimento del servizio particolarmente complesso. E questo, ovviamente, per chi avrebbe vinto, mentre dal punto di vista del Comune sia la complessità del lavoro che l'onerosità, avrebbero rappresentato una maggiore visibilità per la comunicazione del Campidoglio, nonché maggiori entrate.
 
Da qui la tempesta di chiarimenti, culminata con il ricorso. Dunque, tutto sospeso. Almeno sino a quando il Tar non dirà la sua. Sino ad allora sarà sempre Farina il “re dell'editoria metropolitana”, con buona pace di Caltagirone e Rcs. Il termine per la presentazione delle offerte, fissato al 9 gennaio del 2012, diventa così un appuntamento formale, pendente sull'eventuale aggiudicazione un pronunciamento della giustizia amministrativa.

Rispetto al passato il bando (è scaricabile dal sito dell'Agenzia per la Mobilità) presenta diverse novità. Intanto il Comune ha deciso di affiancare alla “statica e stanca” pagina che narra cortei, deviazioni e news tutte positive sul sistema dei trasporti, una seconda pagina “istituzionale”, con la quale dialogare direttamente con i cittadini. Un costo in più per chi edita il giornale, al quale è stato aggiunto un “cavallo di Troia” rappresentato da uno spazio obbligatorio in prima pagina vetrina nel quale richiamare e dare visibilità ai temi cari al Campidoglio.

Ma è il peso economico il parametro che ha mandato su tutte le furie i contabili delle società editrici in lotta tra di loro. Sei anni di distribuzione nelle linee A e B e nelle ferrovie concesse, per un totale di 500 dispenser, andranno di fatto a chi farà l'offerta economicamente più vantaggiosa, insomma al quotidiano free che sarà in grado dare più soldi al Comune in cambio della concessione per la distribuzione e le famose due pagine più lo spazio “In prima”. E stavolta “senza allegati”: il giornale punto e basta.

Al di là dei tecnicismi di gara, il capitolato parla chiaro: è l'offerta economica a determinare chi vincerà e dunque per il Comune un evidente vantaggio che costringerà le società editrici a fare pesanti investimenti per aggiudicarsi il vero appeal: vendere pubblicità low cost con la certezza di poter certificare i lettori: tutti i romani che entrano nelle metropolitane.



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