Fiano ad Alemanno: ma è sindaco di Roma o un passante?
Venerdì, 8 luglio 2011 - 11:53:00
Alemanno parla di Roma come se fosse una persona passata per caso, oppure appena arrivata in Campidoglio, e non il sindaco, da tre anni, di una capitale che ha visto la sua amministrazione sui giornali più per gli scandali che per il lavoro fatto in città: lo scandalo delle assunzioni di Parentopoli, un consigliere con delega inquisito per traffico di stupefacenti, un consulente arrestato per camorra, un collaboratore condannato per pedofilia, un pregiudicato ex naziskin assunto come dirigente. Fino ad adesso l’amministrazione Alemanno è stata soprattutto sulle prime pagine dei giornali per questo, afferma Emanuele Fiano, deputato e presidente del Forum Sicurezza e Difesa del Pd.
E mi stupisco ancor di più quando sento che dopo il ventunesimo omicidio dall’inizio dell’anno, quello di due giorni fa in Prati, il sindaco sembra scoprire solo adesso la gravità della situazione sicurezza a Roma e, per questo, invoca una stretta da parte di Prefetto e Questore, e scrive una lettera al Ministro Maroni: perché Alemanno sorvola sul mantenimento o meno degli impegni sottoscritti nel Patto per Roma sicura del 2009? Il ministro dell’Interno Maroni gli ha detto che lo Stato ha già fatto la sua parte per i finanziamenti e anche che, alla città di Roma, spettava di onorare la sua parte di finanziamento del Patto?
Ma non c’è solo questo. Il sindaco Alemanno ha affrontato negli ultimi 3 anni il tema della distribuzione delle forze dell’ordine sul territorio urbano? E’ consapevole e soddisfatto della concentrazione di commissariati di Polizia nel centro della città e della contemporanea carenza di presidi nella grandissima periferia romana? Come mai il sindaco Alemanno prima d’ora non ha chiesto al ministro Maroni un ragionamento specifico per la risoluzione di problemi come quello del commissariato Casilino, che da solo gestisce un territorio esteso quasi quanto la città di Milano?
Intervenire ora, insomma, si può. Ma sia chiaro che il sindaco di Roma interviene di ritardo e in un momento di situazione finanziaria talmente grave da rendere impossibili al ministro Maroni nuovi investimenti specifici sulla Capitale. Quel che è certo è che continua a mancare una concezione diversa e nuova della sicurezza: non è solo questione di più uomini e mezzi ma di una diversa capacità di presenza dello Stato o del Comune sul territorio. Di una nuova concezione della sicurezza urbana. E perché questa sia possibile servono investimenti nel sociale, nella cultura, nella cura delle persone. Serve cioè mettere la condizione delle persona umana al centro della politica, lavorare contro la solitudine, l’emarginazione e il disagio, che sono il terreno nel quale cresce l’insicurezza, e dove dopo arriva anche la criminalita'.
La sicurezza come la pensiamo noi combatte la paura e non la esalta, come da molti anni fanno la destra di Alemanno e quella di governo. Con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.



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