Fiaccolata per Zhou e Joy, il corteo di Roma per le vittime di Torpignattara
Striscioni in italiano e in cinese che chiedono sicurezza e pace. Roma si stringe intorno alle vittime del duplice omicidio di via Giovannoli e un corteo scende in strada anche a Milano. I cinesi chiudono i negozi e i commercianti romani abbassano le saracinesche. La comunità ha paura e chiede più sicurezza. La caccia ai killer continua in tutto il Paese e anche all'estero. I due avevano già colpito. LA GALLERY
Candele accese e fiori bianchi e gialli tra le mani. Nessun simbolo di partito, nessuna bandiera. Solo striscioni e slogan di pace, in italiano e in cinese. Così Roma si è stretta intorno alle vittime della tragedia di Torpignattara, con un lungo corteo partito da Piazza Vittorio che si è unito alla fiaccolata organizzata dal VI municipio, fino a raggiungere le strade del quartiere di Torpignattara. Si attraversa l'Esquilino e il Pigneto. E al passaggio delle fiaccole i commercianti romani abbassano le saracinesche mentre i negozi cinesi hanno chiuso da ore, per ricordare le vittime innocenti di una rapina assurda.
Non si dà pace la nonna di Joy, che ha atteso il corteo davanti al portone della sua abitazione e poi si è lanciata a terra, urlando i nomi del figlio e della nipote.
Sfilano cinesi e italiani, la comunità nordafricana, gli esponenti politici, i commercianti dei quartieri, i sindacati. A Roma sono qualche migliaio, 10mila secondo la delegata Lucia Hui King, che annuncia: “Il sindaco ha convocato per la prossima settimana una riunione straordinaria sulla sicurezza della comunità”. Ma centinaia di cinesi scendono in strada anche a Milano, per il corteo organizzato in piazza Gramsci.
“Vogliamo sicurezza” ripetono come una cantilena i rappresentanti della comunità cinese nella Capitale. “Vivo a Roma da 20 anni – spiega un commerciante di Piazza Vittorio – Questa è una città cambiata, ci sono troppe rapine e delitti. Ora abbiamo paura”.
Il giorno dei funerali di Zhou Zeng e della piccola Joy sarà proclamato a Roma lutto cittadino e il sindaco Alemanno già pensa di intitolare una strada alle due vittime. Intanto, la giornata di sabato 14, che aprirà i festeggiamenti del Capodanno cinese nella Capitale, sarà dedicata proprio alle due vittime: “In anticipo sull'inizio ufficiale – spiegano gli organizzatori – l'ambasciata cinese in Italia ha programmato una importante manifestazione a Roma. La festa sarà dedicata alle due vittime dell'agguato di via Giovannoli. E l'invito a partecipare è rinnovato con particolare calore ai cittadini romani e a tutti coloro che lavorano nella Capitale condannando ogni forma di violenza”.
Intanto, mentre Roma reclama la pace, è ancora aperta la caccia agli assassini. Identificati grazie al sangue e alle impronte lasciate nella fuga e già destinatari di due decreti di fermo emessi dalla procura di Roma. Le ricerche dei due marocchini nelle ultime ore si sono spostate verso il Nord Italia e l'estero. Ma gli investigatori non tralasciano nessuna pista e setacciano palmo a palmo anche la Capitale.
Due nuovi blitz sono scattati a distanza di poche ore a San Lorenzo e sulla Prestina. Si parte per ora da una certezza: i due uomini ricercati in tutto il Paese avevano già colpito. Nei mesi scorsi, stesso quartiere. E stesso bersaglio: una donna cinese. I due rapinatori l'avevano minacciata con un casco ed erano scappati con un bottino di qualche migliaia di euro. Le impronte raccolte coincidono con quelle dei ricercati per il duplice omicidio, raccolte sulla borsa strappata a Lia Zeng e poi abbandonata in un casolare.


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