Ex Cinema Palazzo nel caos. È guerra a colpi di dossier
di Fabio Carosi
Capezzone contro Guzzanti. Una sala polifunzionale e un secondo piano di videogiochi contro un'area culturale a servizio del quartiere. La proprietà privata violata, contro il diritto di non avere un casinò nel quartiere. E l'appuntamento verità si trasforma in bagarre a colpi di dossier.
Ore 12, Hotel Nazionale. Sala riunioni con vista sull'ingresso della Camera dei deputati di piazza Montecitorio. Al fresco dell'aria condizionata, la società Camene spa, sostenuta dal portavoce del Pdl, Daniele Capezzone e dal deputato Francesco Aracri, presenta il dossier contro l'occupazione dell'ex Cinema Palazzo di piazza dei Sanniti. Un atto d'accusa pesante che coinvolge la magistrato Maria Cordova indicata come responsabile di aver definito un'occupazione bella e buona di un locale privato come “un'invasione temporanea”, il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti per aver dato solidarietà agli occupanti e l'attrice Sabina Guzzanti, motore della protesta che ha portato alla trasformazione del cantiere di ristrutturazione in un quasi centro sociale autogestito.
Il dossier è ricco di carte bollate, fotocopie di denunce al Commissariato locale e dell'intervento audio dell'assessore provinciale alla Cultura D'Elia e del video inedito che prova come all'interno dei locali okkupati, si vendano alcolici e patatine, come in un bar. “Solo che non 'è la licenza, che il locale è una cantiere pericoloso, che nel soffitto c'è ancora eternit da bonificare e che il cinema prima di essere occupato per trasformarlo in uno spazio culturale, era abbandonato da almeno cinque anni”. Il dossier si completa con gli avvocati che snocciolano uno ad uno gli articoli del codice civile e penale che gli occupanti avrebbero violato.
E fin qui tutto normale. Il privato che difende i suoi interessi e lo fa in punta di diritto. Ad un certo punto piombano in sala alcuni degli occupanti e l'atmosfera si surriscalda. Arriva la Guzzanti ed è bagarre. Tra lei e Capezzone, bloccato al tavolo da un piede ingessato di fresco, volano accuse, minacce, ironia al limite dell'insulto sino a quando l'hotel non viene circondato dai carabinieri e il fronte del no, spedito fuori. Qui è pronto il secondo dossier, quello che accusa la società Camene Spa compartecipata da Stube spa, Efelia Spa e Liana Srl, aziende impegnate chi con la vendita della benedizione di Papa Woitila, chi con operazioni immobiliari. Oltre a queste c'è una fiduciaria che detiene una quota di 500o euro e che è stata costituita in coincidenza dello scudo fiscale. Il dossier ha anche un capitolo dedicato all'onorevole Aracri e ai suoi rapporti con Umberto Crivellone e Domenico Kappler, entrambi citati in una serie di inchieste di diverse Procure. Un altro capitolo è invece per i Monopoli di Stato e le imprese nelle Antille Olandesi, che farebbero riferimento all'imprenditore Francesco Corallo e il procuratore in Italia, il deputato Amodeo Labboccetta.
Dossier contro dossier, accuse contro accuse. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani, la battaglia non sarebbe amministrativa. L'area di piazza dei Sanniti può ospitare un locale misto “cultura slot machines” ma l'ultima parola spetta al Questore di Roma, Francesco Tagliente.
In attesa l'occupazione va avanti e domani sera all'ex Cinema Palazzo, gestione Action, con bar senza scontrino, in mezzo ad un cantiere, va in scena un quartiere che dice no ad un casinò virtuale gestito da società poco trasparenti. Di contro i privati che si preparano persino a denunciare il commissariato per i danni causati dall'occupazione. Intanto l'Acea ha riattaccato la corrente senza avere un intestatario a cui mandare la bolletta. É il vero caos.



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