Evasione a Roma: "Telecamere e monitor guasti"
"Ovviamente un fatto eclatante come l'evasione di Regina Coeli non poteva non destare scalpore e conseguentemente una vasta attenzione mediatica. Purtroppo , nonostante l'impegno profuso, il Corpo di Polizia Penitenziaria e' costretto a subire, ancora una volta, gli effetti di un evento di cui ha responsabilita' molto residuali". Lo dice il segretario generale della UIL Penitenziari, Eugenio Sarno, dopo l'evasione portata a termine da due pericolosi detenuti dell'Est Europa, allocati nella seconda sezione del carcere di Via della Lungara "Il lato del carcere dove si e' compiuta l'evasione - aggiunge Sarno - non e' nel campo visivo delle tre sentinelle attualmente attive a Regina Coeli. Tra l'altro il sistema di video sorveglianza, pur parzialmente funzionante (ma privo di sistema di allarme) non puo' contare sul personale addetto al controllo dei monitor per l'inattivita' della sala regia. In ogni caso da agosto una parte dei monitor non e' funzionale perche' resa inutilizzabile da un guasto". Per Sarno "queste deficienze tecniche hanno contribuito ad aggravare ancor di piu' gli effetti della grave carenza organica dei baschi blu. A Regina Coeli dovrebbero essere assegnate, in regime ordinario, 603 unita' . Ne risultano assegnate, sulla carta, 593 ma solo 478 sono le unita' effettivamente presenti. Cio' determina quel vulnus operativo che piu' volte abbiamo denunciato insieme alla necessita' di rivedere l'organizzazione del lavoro. Chi ha competenze gestionali e politiche faccia autocritica e metta in campo un vero ventaglio di soluzioni per rendere sicure e vivibili le nostre carceri. Per la UIL Penitenziari e' il caso che si cominci, prioritariamente, a mettere mano al l'enorme numero di unita' impiegate nei palazzi del potere (circa 3600). Diciamo che qualche portaborse o qualche usciere in meno e qualche agente in piu' nelle sezioni sarebbe davvero un bel segnale. Nonostante tutto- conclude Sarno - noi non perdiamo la speranza che il Ministro Severino comprenda l'utilita' e la necessita' di confrontarsi con le rappresentanze degli operatori penitenziari".


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