Esclusivo/ Parentopoli all'Atac. Le assunzioni gestite dall'esterno

Venerdì, 21 gennaio 2011 - 10:10:00

Bus Atac

di Fabio Carosi

Una lista di nomi da assumere, redatta a cadenza per garantire posti di lavoro. due. È su questa ipotesi che i magistrati che indagano sulla Parentopoli all'Atac stanno lavorando. Il primo giro di interrogatori, che ha visto convocati alcuni dipendenti assunti durante la gestione Bertucci, avrebbe fatto emergere l'esistenza di alcuni elenchi di persone che, a diverso titolo, sarebbero dovute entrare in azienda e per le quali si preparava il terreno per garantire la legalità almeno formale dell'iter.

Sono queste le prime indiscrezioni che trapelano da un'inchiesta complessa e difficile tesa a ricostruire eventuali responsabilità da parte dei manager uscenti nella serie di contratti a tempo indeterminato che avrebbero gonfiato gli organici dell'azienda di trasporto. Oltre al fascicolo e alle prime testimonianze non è stato dato ancora corso a nessun atto formale. L'inchiesta è complessa, l'abuso d'ufficio necessita di chiari elementi probatori e ora l'ipotesi che qualcuno possa aver gestito da fuori azienda elenchi di romani e non avrebbero dovuto trovare posto all'Atac, costringe ad altre indagini. Per ora però nessuna conferma ufficiale.

In particolare, ciò che gli inquirenti cercano, sono le prove dell'esistenza di un sistema di recruiting di primo livello che riceveva le richieste, le collegava tra di loro e poi attraverso elenchi, le spediva in azienda dove avrebbe dovuto prendere la via di un regolare iter per l'assunzione. Chi e in cambio di cosa? E perché il management avrebbe dovuto accordare simili favori? Sono quesiti ai quali nei prossimi giorni certamente verrà data una risposta.

Nel frattempo, tra un dossier e l'altro, emergono nuovi particolari sulle attività del Cda di Atac con Luigi Legani presidente, Adalberto Bertucci amministratore delegato e i consiglieri Antonio Galano, Arcangelo Spagnoli e Andrea Carlini. A destare interesse è proprio la consulenza di Adalberto Bertucci, 219 mila euro lordi l'anno, poi revocata al termine del suo mandato. L'atto del Cda con il quale viene deciso di utilizzare l'escamotage della consulenza per allineare i compensi di Bertucci agli altri manager delle aziende del Comune di Roma, come ad esempio Federico Bortoli di Roma Metropolitane (percepisce come compenso per il lavoro subordinato 353.615 euro oltre a 16mila e 500 euro di premio di produttività che si aggiungono ai 64 mila euro di indennità come ad - fonte Comune di Roma, compensi 2009).

Dunque nessun regalo bensì un escamotage per adeguare i compensi alle responsabilità, tant'è che la proposta al cda è firmata dallo stesso presidente Legnani e approvata all'unanimità dal Consiglio con l'assenza di Bertucci per ovvi motivi. Dunque Legnani era il proponente, lo stesso Legnani che avrebbe approvato (ma gli atti del Cda sono segreti e Atac non fornisce alcuna informazione ufficiale, come più volte chiesto da Affaritaliani.it a proposito di gare e appalti) l'incredibile sequenza di assunzioni senza battere ciglio e senza verbalizzare mai alcuna contrarietà.

Gli atti del Cda sono in Procura e si sta vagliando anche la sua posizione e quella dei membri del Consiglio. Sino ad oggi il manager venuto da Milano con il backgorund delle Ferrovie Nord si è costruito infatti un cono d'ombra che lo ha tenuto al riparo da ogni polemica. Eppure tra le carte in mano alla Procura, anche alcune bozze del suo contratto nel quale si ipotizzava come benefit il pagamento dell'appartamento in via della Scrofa nel quale abita nei giorni in cui non è a Milano. Il benefit sarebbe poi sfumato. Non invece il contratto della signora Stefania Fois. Considerato come un evidente diritto quello di richiedere un assistente -  e la Fois ne aveva tutti i titoli poiché seguiva Legnani da anni a Milano - la delibera iniziale prevedeva l'assunzione come segretaria con parametro molto alto ma poi l'incarico sarebbe stato trasformato prima di arrivare in Cda. La Fois è ora Direttore della Comunicazione. Insomma, un premio niente male, sul quale però non emergerebbe alcuna irregolarità formale.

 

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