Editori a proprie spese
Luca V scrive ad Affaritaliani.it
Gentile Direttore,
Le scrivo per segnalare quella che ritengo una forma di raggiro legalizzato, che si colloca a metà fra "i due uomini che sostengono di moltiplicare le banconote" che si vedono spesso a Striscia la notizia, e i "truffatori dei Parioli". Sto parlando degli editori "A. P.roprie S.pese" (APS), nella cui rete sono caduto senza immaginare minimamente le peripezie a cui sarei andato incontro.
Tutto è cominciato rispondendo all'annuncio che ho visto in prima pagina su un quotidiano nazionale (non Le nascondo che la cosa ha conferito ai miei occhi un'aurea di ufficialità e una sorta di garanzia), e qui è cominciata la tristissima avventura che mi ha visto alleggerito di migliaia di uuro sul conto bancario e con un pacchetto di 300 copie di quello che dovrebbe essere la mia "opera" che ora giace sotto al letto ad ingiallire. Una tragicommedia che è iniziata con l'invio del mio romanzo ad un concorso letterario. Ho pensato: "Hai visto mai?!?"
Quando mi è arrivata la lettera con scritto che "la commissione giudicante ha selezionato il Suo lavoro tra i centinai ricevuti, ricevera' informazioni precise circa la pubblicazione della Sua opera", è cominciata un'attesa spasmodica.
Dopo circa 45 giorni ricevo con lettera raccomandata e firma autografa dell'Editore: "Gentile Autore, avra' sicuramente bisogno di alcune copie da donare ai Suoi numerosi amici e parenti, per cui Le proponiamo la meravigliosa opportunità di acquistare a metà' del prezzo di copertina N. 300 copie del suo volume, versando in anticipo la somma di Euro 3.000. Seguono cordiali saluti e numero di conto corrente bancario su cui effetture il bonifico. A circa sei mesi ho scoperto che non solo la qualità delle copie a me inviata è infima dal punto di vista tecnico (si puo' ottenere in alcune copisterie universitarie con la spesa di qualche centinaia di euro), ma il mio Editore (o meglio sedicente tale) non ha alcun tipo di distribuzione editoriale e non raggiunge le librerie di Roma. Figuriamoci il resto d'Italia.
Possibile che nessuno parli di questo mondo fatto fatto di persone o che millantano di essere contemporaneamente tutto e il contrario di tutto? Librai, editori, tipografi sostengono di essere tutto e invece non sono assolutamente nulla. Anzi sono una cosa sola: truffatori!
Spero che il suo giornale abbia il coraggio di pubblicare la mia lettera di denuncia su un malcostume che permette a decine di editori di arricchirsi sulla passione di migliaia di persone che, come me, sognano di scrivere un libro o magari lo hanno fatto e non sanno come pubblicarlo
Luca V.
scrittore senza editore



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