Divorziati, anziani e famiglie sul lastrico: 10 mila nuovi poveri

Venerdì, 8 luglio 2011 - 15:27:00


poveri

di Tomas Puddu

Anziani con lo sfratto, con scarsa pensione, famiglie immigrate che non riescono a pagare le bollette, badanti con scadenza del permesso di soggiorno: sono questi i nuovi poveri che vivono nel territorio laziale. Il rapporto Caritas 2010 fotografa uno studio sulla precarietà sociale che ha origine dall'attività di ascolto delle Diocesi del Lazio. Sono 9339 le persone che solo nello scorso anno si sono rivolte alle parrocchie e ai centri d'ascolto di Roma e provincia. Ognuno con le sue richieste: chi un lavoro, cure mediche e istruzione e chi prettamente beni materiali come un letto, un po' di cibo e qualche vestito; delle circa 9 mila persone, ben 6668 con entrambe le necessità.Lo “studio-racconto” si fa analisi e i profili degli utenti con multiproblematicità diventano l'istantanea di oggi.

Il 50,51% degli ospiti Caritas sono concentrati nella provincia di Roma, il 14,61% a Latina, l'11,52% a Frosinone, il 14,65% a Viterbo e l'8,7% in provincia di Rieti. Tra questi, elevatissima la presenza di donne (3 ogni uomo) anche se alla fine sono quelle che sanno arrangiarsi prima e meglio: hanno in media tra i 36 e i 45 anni e ancora coniugate. Per lei, la prima richiesta è quella lavorativa (79%), poi c'è l'istruzione (75%). Lui invece vuole prima di tutto una casa (56%) e poi ci sono i beni materiali (32,66%). Anche gli stranieri sono il triplo degli italiani, e proprio come accade alle nostre connazionali nei confronti degli uomini, sono loro ad adattarsi e arrangiarsi prima degli italiani al mercato del lavoro. C'è da sottolineare però che all'aumentare dell'età, il numero delle richieste d'aiuto degli italiani cresce rispetto a quello degli stranieri. Tra le cause in ascesa, i disagi dovuti al divorzio.

Dai dati, risulta che la separazione può costituire un evento critico scatenante l'impoverimento soprattutto degli uomini. Una vita adulta che non facilita i percorsi di recupero, gli avvocati e gli alimenti da pagare rappresentano la mannaia che sta mettendo in ginocchio le fasce dei più disagiati.“Questa è una raccolta dati di indispensabile supporto ai volontari che si occupano della crescita integrale di ogni persona – sottolinea monisgnor Armando Brambilla, Vescovo delegato servizio carità  - continueremo con la nostra opera di divulgazione dati al fine di aiutare le istituzioni e insieme integrarci nel tessuto regionale per dare risposte al crescente disagio di questi giorni”.

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