Corcolle, intrigo internazionale. Ora indaga la Procura
IL CASO. Dopo l'inchiesta di Affaritaliani.it presentata una denuncia sulla “doppia localizzazione delle discariche”. Aperto un fascicolo sul giallo della sparizione del sito di Allumiere. Sulla proprietà dell'area dell'ex tenuta agricola e sui contratti di affitto con una società svizzera, si profila una specie di intrigo internazionale sul quale anche il prefetto alza le mani in segno di resa
di Fabio Carosi
Misteri, polemiche, proteste, manifestazioni di piazza, trasmissioni tv e ora anche la Procura di Roma. Su Corcolle, anzi sugli allegati al Piano Rifiuti della Regione Lazio, quello che localizza i due siti temporanei, le mani stavolta ce le mette la magistratura.
Già pubblicato da Affaritaliani.it il 5 dicembre dell'anno scorso (http://affaritaliani.libero.it/roma/corcolle-il-grande-imbroglio-della-monnezza-05122011.html), il giallo della doppia “analisi preliminare” con due carte pressoché identiche con le quali l'assessorato alle Attività Produttive ha indicato prima un sito e poi un altro, facendo quello che potrebbe essere esemplificato come “un gioco delle due carte”, è diventato una dettagliatissima denuncia che ha prodotto l'apertura di un fascicolo contro ignoti. Il sospetto contenuto nel documento che l'avvocato Lo Mastro ha depositato a piazzale Clodio, è semplice. Scrivono i denunziati: “I due atti sopra indicati, apparentemente redatti dalla “Direzione Regionale Attività Produttive e Rifiuti della Regione Lazio”, risultano identici nella struttura e conformazione salvo una differenza di enorme importanza. In una delle due copie, infatti, al punto 3 “individuazione dei siti oggetto dell’indagine” si riportano sette siti individuati e tra questi, al numero 1 risulta elencato: “Comune Allumiere (RM); località Poligono Militare la Farnesiana (loc. Campo Chimico)”.

E quindi il giallo: “Nelle pagine immediatamente successive del documento il sito di Allumiere risulta descritto con precisa indicazione delle caratteristiche geologiche e con fotografie aree e tavole del Piano Territoriale Paesistico della Regione Lazio (tavola A e B). Nella seconda copia, al contrario, tra i sette siti non risulta indicato come area idonea il sito di Allumiere e viene individuato, come area idonea, un terreno sito nel Comune di Roma località Corcolle - San Vittorino con relativa illustrazione delle caratteristiche della suddetta area (ed in particolare, tra l’altro, con la indicazione della presenza di numerosi fattori escludenti l’opportunità di allocare nel suddetto sito una discarica)”.
La conclusione chiarisce ancora meglio: “Orbene: se le due copie fatte pervenire al denunciante sono state entrambe realmente redatte dalla “Direzione Regionale Attività Produttive e Rifiuti” della Regione Lazio (ufficio con sede in Roma Via Rosa Raimondi Garibaldi n. 7 e presieduto dal dirigente dr. Mario Marotta) la vicenda appare assolutamente singolare. Si è in presenza di due documenti di contenuto tecnico amministrativo privi di data e sottoscrizione sicché non si comprende: chi, nell’ambito della Direzione Regionale, abbia deciso di sostituire il documento indicante l’area ubicata nel Comune di Allumiere con il documento indicante la località di Corcolle – San Vittorino; quando sia avvenuta la modifica suddetta; per quali motivi si è proceduto alla sostituzione”.
La denuncia accettata dalla Procura e inserita in un fascicolo chiede di poter acquisire alla Regione Lazio gli originali dei documenti e di accertare se “via siano state indebiti modificazioni e/alterazioni” e verificare l'ipotesi“ e da parte di chi di “un'indebita sostituzione e/o alterazione del primo documento con il secondo”.
Nella prima parte della denuncia, poi, si dà sempre più corpo alle voci insistenti di una manovra occulta dietro la serie di passaggi di proprietà dell'area della futura discarica, compravendite avvenute tra l'altro proprio nel periodo in cui sarebbe stato redatto il progetto “preliminare”. E in tal senso viene ricostruita la storia di tutti i passaggi di proprietà dell'ex azienda agricola, finita sotto il controllo della società svizzera Brixia Verwaltungs AG, in virtù di un contratto di locazione con i fratelli Nicoletta e Alessandro Botticelli. E su questo anche il prefetto Giuseppe Pecoraro ha mostrato apertamente un evidente imbarazzo per non riuscire con gli strumenti giuridici a disposizione ad avere maggiori informazioni sulla società con sede a Coira in Svizzera. Insomma, chiunque ha organizzato il lavoro intorno a Corcolle è riuscito ad escludere la verità. Un muro contro il quale si è arreso anche il commissario.


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